Garlasco, dalle intercettazioni la svolta su Andrea Sempio: ecco cosa sappiamo finora
Il 38enne, in un soliloquio registrato da "cimici" nella sua auto, avrebbe affermato di "aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi" e di aver tentato un approccio con la 26enne, respinto. Da qui, secondo la Procura, l'omicidio
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Nuova svolta nel delitto di Garlasco. La carta calata dalla Procura di Pavia durante l'interrogatorio di Andrea Sempio, che s'è avvalso della facoltà di non rispondere, riguarda alcuni soliloqui intercettati da una cimice nella sua auto. In quegli audio, il 38enne avrebbe affermato di "aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi" e di aver chiamato tre volte casa Poggi nei giorni prima del delitto non per controllare se il fratello della vittima, Marco, fosse a casa, bensì per tentare un approccio con Chiara. Lei lo avrebbe però respinto ("Non ci voglio parlare con te"), chiudendogli il telefono in faccia. Dunque, secondo l'ipotesi degli inquirenti, Sempio avrebbe ucciso la 26enne in un momento di furia per esser stato rifiutato.
Cosa dice Andrea Sempio nelle intercettazioni
"Delle tre chiamate - diceva Sempio parlando da solo e imitando a tratti anche una voce femminile - lei ha detto 'non ci voglio parlare con te' (...) era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?' (...) e lei mi ha messo giù (...) ha messo giù il telefono ... Ah ecco che fai la dura ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco. Lei dice 'non l'ho più trovato' il video (...) io ho portato il video (...) anche lui lo sa ... Perché ho visto .... dal suo cellulare ... Perché Chiara non ... con quel video e io ce l'ho dentro la penna".
A quando risalgono le intercettazioni
La registrazione ambientale dopo l'interrogatorio del 38enne, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma che si è trovato di fronte al lungo elenco degli elementi d'accusa - risale al 14 aprile 2025, poco più di un mese dopo l'informazione di garanzia che gli era stata notificata nella nuova inchiesta.
La posizione dei pm
Secondo i pm, quelle parole prima di tutto sconfessano Sempio che ha sempre sostenuto di non aver mai avuto rapporti diretti con Chiara, pur frequentando la villetta, e che raccontò, come testimone a verbale nella prima indagine del 2007, che pochi giorni prima dell'omicidio aveva chiamato più volte a casa, non ricordando che il fratello Marco Poggi, suo amico, era partito per una vacanza coi genitori.
La spiegazione dei legali di Sempio
"Dico fin da subito che il mio cliente ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni", ha spiegato il difensore Liborio Cataliotti, mentre la collega avvocata Angela Taccia ha fatto presente che Sempio probabilmente stava "commentando" ciò di cui aveva sentito parlare nelle "trasmissioni tv", ormai costantemente dedicate al caso Garlasco. I legali parlano anche di trascrizioni "infarcite di 'non comprensibile'".
Cosa può succedere ora
È probabile che Sempio chiederà di rendere l'interrogatorio quando avrà letto e studiato gli atti e avrà depositato l'esito di una consulenza sulla sua personalità.
Le vecchie intercettazioni
Già nella vecchia inchiesta, la prima a carico di Sempio archiviata nel 2017, c'erano una sfilza di intercettazioni ambientali captate nella sua macchina. Ascolti che, tra l'altro, secondo la nuova inchiesta pavese, erano stati in parte trascritti male nelle indagini coordinate dall'allora procuratore Mario Venditti, finito pure indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Sempio, dopo che parte delle carte sono state trasmesse da Pavia.
Cosa ha in mano la Procura su Sempio
Oltre alle intercettazioni, la Procura ritiene di avere altri elementi robusti a carico di Sempio: la compatibilità del profilo Y con il Dna sulle unghie della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 oggetto della perizia di Denise Albani in incidente probatorio e "l'impronta 33, la palmare sulla parete destra delle scale che conducono in cantina nella villetta di via Pascoli dove fu rinvenuto il cadavere che la Procura attribuisce all'indagato sulla base di una consulenza di parte contestata dalla difesa. Infine, la vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano che, per l'accusa, sarebbe un falso alibi, oltre alle consulenze, come quella di Cristina Cattaneo che ha spostato più avanti l'orario della morte.
Cosa ha detto Marco Poggi
Non solo Sempio. Anche Marco Poggi, mercoledì 6 maggio, è stato interrogato in Procura. Il fratello di Chiara era già stato sentito il 12 marzo 2025 e il 20 maggio 2026 a Mestre, lo stesso giorno in cui Sempio non si presentò per l'interrogatorio. Secondo fonti qualificate, Poggi è stato sentito dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, le quali gli avrebbero fatto sentire le intercettazioni ambientali dei soliloqui di Sempio sui video intimi di Alberto e Chiara e sui presunti approcci verso quest'ultima.
"Non ho mai visto video di mia sorella assieme ad Andrea Sempio", è quanto avrebbe detto, in sintesi, Poggi durante l'interrogatorio come testimone. Il 37enne avrebbe spiegato di non aver mai visto sul pc di famiglia filmini intimi girati da Chiara Poggi con l'allora fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio del 13 agosto 2007, in compagnia dello storico amico che oggi è indagato per il delitto di Garlasco. Poggi, stando a quanto emerso, ha anche ribadito di non credere alla colpevolezza di Sempio.
"Non avendo mai avuto nulla da nascondere, Marco Poggi ha risposto anche in questa occasione a tutte le domande che gli sono state rivolte - ha detto il legale Francesco Compagna -. Alla luce della sua nota decisione di non partecipare in alcun modo, ha inoltre avuto modo di apprezzare l'attenzione con la quale il procuratore ha inteso tenerlo al riparo dalle inevitabili attenzioni dei giornalisti presenti a Pavia".
