Speciale Il delitto di Garlasco
ERA IN SEMILIBERTÀ

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere: ottiene l'affidamento in prova

La decisione del tribunale di sorveglianza di Milano non è collegata all'eventuale procedimento di revisione della sua condanna. 

12 Giu 2026 - 18:55
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Alberto Stasi esce dal carcere. L'unico condannato per il delitto di Garlasco ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Milano, che ha accolto l'istanza della difesa dell'allora fidanzato della vittima Chiara Poggi, uccisa nella villetta dove abitava con la famiglia il 13 agosto 2007. Già la procura generale aveva dato parere favorevole all'affidamento in prova. Stasi era in regime di semilibertà dal 2025, quando la Cassazione aveva giudicato "positivo" il suo percorso di risocializzazione. La concessione dell'affidamento in prova non è collegata con l'eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza alla luce dell'indagine a carico di Andrea Sempio

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Cosa farà ora Alberto Stasi

 Dopo oltre un anno di regime di semilibertà per motivi professionali, Stasi non tornerà a vivere a Garlasco ma prenderà in affitto un locale nell'hinterland di Milano. Il 42enne infatti lavora da tempo come responsabile dell’amministrazione presso una azienda, e qui continuerà a lavorare come ha fatto negli ultimi mesi. 

Che cos’è l’affidamento in prova e come funziona

 L’affidamento in prova è una delle misure alternative alla detenzione previste dall’ordinamento penitenziario italiano. Si tratta di un provvedimento che permette al condannato, quando la pena residua da espiare non è superiore a quattro anni o quando la condanna non è superiore a tre anni, di lasciare o evitare il carcere per scontare il resto della condanna reinserito nel tessuto sociale. Chi ne beneficia non deve più stare in cella o rientrare in cella dopo una giornata di lavoro esterno, ma è comunque sottoposto a un rigido programma di prescrizioni. L'affidamento in prova impone infatti precisi obblighi legati all’attività lavorativa, al domicilio, alla libertà di movimento, a orari tassativi di rientro la sera e al divieto di frequentare determinati luoghi o persone. Misure finalizzate a favorire la rieducazione del colpevole e a neutralizzare eventuali fattori di recidiva. 

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