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"Dalla Russia con amore": nel team di medici destinato a Bergamo anche militari russi esperti in guerra batteriologica

Nellʼoperazione umanitaria voluta da Putin qualcuno intravede scenari preoccupanti per il nostro Paese

Coronavirus, "Dalla Russia con amore": gli aiuti di Putin sbarcati a Pratica di Mare

Il dettaglio dello scatolone mostra la scritta, "From Russia with love", ovvero "Dalla Russia con amore". La citazione da James Bond non placa le polemiche. A bordo del 15esimo IL-76 dell'esercito russo sbarcato a Pratica di Mare, a 30 km a sud di Roma, gli aiuti per l'Italia che includono dispostivi respiratori e mascherine oltre a un'equipe medica dedicata.

Putin corre in aiuto dell'Italia e invia nel nostro Paese un team di 120 medici con destinazione l'ospedale da campo di Bergamo, Con loro arrivano anche 600 ventilatori polmonari e altro materiale di primo soccorso. L'operazione denominata "Dalla Russia con amore" porta con sè anche polemiche visto che a sbarcare in Italia non sono stati solo "virologi" qualsiasi. Tra i russi ci sono infatti alcuni medici militari esperti in guerra batteriologica che sarebbero liberi di muoversi liberamente sul nostro territorio. La solidarietà dimostrata da Putin sta sollevando dubbi e perplessità. 

Hanno citato James Bond. Sugli scatoloni sbarcati a Pratica di Mare la scritta a caratteri cubitali "Dalla Russia con amore" campeggia in tre lingue: inglese, italiano, russo. Dentro ci sono mascherine e dispositivi respiratori.  A bordo del velivolo dell'aviazione in arrivo da Mosca anche il personale medico che andrà a prestare soccorso in Lombardia.  Il presidente della Regione più martoriata, Attilio Fontana, ha ringraziato e spiegato che si tratta di personale altamente qualificato con "rianimatori ed immunologi", In parecchi invece hanno storto il naso.

Sul piede di guerra "Più Europa" con la sua presidente Simona Viola: "Se le ricostruzioni giornalistiche sono precise e veritiere vorrebbe dire che  Conte ha accettato l'aiuto, offerto da Putin, non di medici civili, ma di un contingente militare composto da esperti in guerra batteriologica. Non ci troveremmo insomma di fronte a una forma di cooperazione in campo sanitario, ma a un atto di subordinazione politica dell'Italia nei confronti della Russia".

 

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Anche i Radicali italiani sono critici: "Più che di fronte a un "caval donato" potremmo avere davanti un cavallo di Troia".  I timori riguardano un potenziale "do ut des" secondo loro si nasconderebbe dietro a questi aiuti: "Ci rivolgiamo al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro degli Esteri" - hanno scritto in una nota - "Gli italiani hanno il diritto di ricevere al più presto risposte adeguate, in mancanza delle quali sarà lecito supporre che dietro a tanta apparente generosità ci possano essere altri progetti".

 

"Nessun mercanteggio" - A difendere la scelta e le buone intenzioni di Putin ci pensa l'ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov. "Il nostro aiuto gratuito fornito all'Italia in una situazione difficile - dice - non è oggetto di mercanteggiamenti, pagamento di conti e via dicendo" legati alle sanzioni internazionali. In una intervista all'agenzia di stampa Askanews, il diplomatico racconta che "la Russia ha inviato in Italia aiuti consistenti: oltre 120 medici, attrezzature e prodotti farmaceutici. Le forniture sono organizzate dal Ministero della Difesa. Si è deciso che, in questa fase, gli specialisti russi saranno inviati in una delle città piu' colpite del nord Italia: Bergamo. Lo scopo del team di medici russi e' quello di lavorare concretamente fianco a fianco dei colleghi italiani. I nostri specialisti rimarranno in Italia fino ad una specifica decisione congiunta della parte russa e di quella italiana".

In totale a Roma sono arrivati 15 voli speciali dell'aviazione militare di trasporto della Russia con gli specialisti, attrezzature e mezzi sanitari a bordo. Sono stati inviati 122 specialisti, di cui 66 membri delle Forze di protezione dalle radiazioni, chimiche e biologiche (NBC). L'organico delle forze di difesa antiradiazioni, chimiche e biologiche conta oltre 20 mila persone. In Italia sono stati inviati anche uno dei più recenti laboratori, sui 15 in dotazione alle Forze NBC della Russia, insieme a 13 veicoli per la disinfezione e il trattamento speciale dei mezzi di trasporto e del territorio dei 2.056 esistenti.

 

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