ATTACCATO ALLE MACCHINE

Cuore danneggiato, si fa strada l'opzione di un organo artificiale per salvare il bambino

Dopo il trapianto fallito a Napoli e l'inchiesta sugli errori nel trasporto, la famiglia chiede un nuovo medico in caso di secondo intervento

15 Feb 2026 - 09:38
 © Ansa

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Un cuore atteso per mesi, arrivato tra le speranze di una famiglia e finito al centro di un'inchiesta. Mentre il bimbo di due anni ricoverato a Napoli, dopo il trapianto fallito di dicembre, resta in coma farmacologico collegato all'Ecmo, la Procura indaga e la famiglia chiede verità, nelle ultime ore si fa strada un'ipotesi estrema: l'impianto di un cuore artificiale come ponte verso un nuovo trapianto.

L'ultima speranza: il cuore artificiale

 Secondo quanto riportato da Il Messaggero, tra le opzioni al vaglio dei medici ci sarebbe quella di impiantare un cuore artificiale per mantenere in vita il piccolo, attualmente sostenuto dall'Ecmo, in attesa di un nuovo organo compatibile. Una soluzione complessa, che rappresenterebbe un passaggio delicatissimo, ma potenzialmente decisivo che potrebbe consentire di mantenere in vita il bambino in attesa di un nuovo organo compatibile.

Il bambino, dopo l'intervento del 23 dicembre all'ospedale Monaldi di Napoli, vive in coma farmacologico. Le sue condizioni sono definite stabili nella loro gravità, ma il progressivo peggioramento degli altri organi rende ogni decisione urgente. L'ipotesi del cuore artificiale si inserisce in questo quadro drammatico, come tentativo di guadagnare tempo prezioso in attesa di una nuova donazione.

Gli errori e i dubbi sul trasporto dell'organo

 Ma mentre si guarda al futuro, l'attenzione resta concentrata su ciò che non ha funzionato. Come ricostruito dal Corriere della Sera, il cuore trapiantato sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli. Il Nas di Napoli ha acquisito tutta la documentazione clinica e sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto dell'organo, ora sottoposto a perizia. Al centro dei dubbi ci sono le modalità di conservazione: secondo quanto sostenuto dalla difesa, al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature fino a -75 gradi, con il rischio concreto di compromettere irreversibilmente il tessuto cardiaco.

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sei sanitari con l'ipotesi di lesioni colpose. Un passaggio definito "atto dovuto", mentre gli ispettori del Ministero della Salute e della Regione Campania stanno effettuando verifiche parallele. La direzione ospedaliera ha assicurato piena collaborazione. "Una vicenda dolorosissima", ha commentato il presidente della Regione Roberto Fico. "Faremo piena chiarezza", ha garantito il ministro della Salute Orazio Schillaci.

La famiglia: "Un nuovo medico per un nuovo trapianto"

 La famiglia chiede un nuovo medico. L'avvocato Francesco Petruzzi ha depositato un'integrazione alla querela chiedendo un incidente probatorio su cartelle cliniche, documentazione sanitaria e verbali delle riunioni mediche che stanno valutando lo stato del bambino. La richiesta è netta: se si arriverà a un secondo trapianto, non dovrà essere lo stesso chirurgo del primo intervento a operare il bambino. "Immaginiamo che rientri, come atto dovuto, tra gli indagati" sottolinea il legale. Tra l'ipotesi di un cuore artificiale, le ombre sugli errori nel trasporto e la richiesta di un cambio di équipe, il destino del piccolo resta appeso a decisioni cruciali. 

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