Cuore danneggiato, per il Bambino Gesù il piccolo non è più trapiantabile
"È al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani", aveva detto la mamma
"Vorrei dare un aggiornamento importante. Ho appena avuto il consenso dalla madre di poterlo dare. Ieri sera in direzione sanitaria ci hanno detto che il parere del Bambino Gesù è arrivato e che per il Bambino Gesù il bambino non è più trapiantabile". Lo ha riferito il legale della famiglia del bambino trapiantato con un 'cuore bruciato' e ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli.
Per il medico che l'ha operato il cuore è trapiantabile
"Al Monaldi pare che si siano opposti con fermezza" al parere dato dall'ospedale Bambino Gesù secondo cui il bambino trapiantato con un 'cuore bruciato' e ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli non sarebbe più trapiantabile. A riferirlo è stato il legale della famiglia del bambino, Francesco Petruzzi. "L'opposizione proveniva dal medico che l'ha operato, il quale sostiene che sia ancora trapiantabile e quindi per il momento rimane in lista trapianti", ha aggiunto il legale. "Sarà lo stesso medico che l'ha operato, e che presumo sia indagato, a rioperarlo, quindi io stamattina mi devo recare dalla polizia giudiziaria per un'integrazione di querela. È una vicenda molto strana", ha concluso.
"Primo posto lista trapianti"
"È al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani", ha detto la mamma, informata dal ministero, durante una trasmissione televisiva. La donna chiede che il piccolo sia inserito in una posizione di primissimo piano in una lista mondiale. "Spero - ha aggiunto ancora la donna - che si faccia ancora di più, che arrivi in modo immediato un cuore compatibile. Ad oggi i medici dicono che ci sono le condizioni affinché il trapianto possa essere effettuato".
Venerdì mattina, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, aveva detto che "secondo il parere del nostro medico legale, il bimbo presenterebbe una condizione clinica che lo renderebbe ormai inabile al trapianto". L'avvocato aveva inoltre affermato che "nel primo pomeriggio, i familiari riceveranno comunicazioni ufficiali sullo stato di salute del bambino dopo un incontro con i sanitari della struttura". "Il nostro medico non ha mai visto il bimbo, non può pronunciarsi circa la trapiantabilità: abbiamo chiesto alla direzione sanitaria dell'ospedale Monaldi di chiedere all'ospedale pediatrico Bambino Gesù un parere sulla trapiantabilità, visto che, dopo quello che è successo, si è andato a incrinare il rapporto di fiducia con la struttura ospedaliera partenopea, una scelta che il nostro medico condivide", aveva aggiunto successivamente il legale. "Un parere positivo - aveva concluso - consentirà alla madre e a tutti di tirare un sospiro di sollievo".
Intanto, i carabinieri del Nas di Napoli, su delega della procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore. Sul box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto organi, progettato per mantenere l'organo a temperature controllate, è prevista una perizia da parte di consulenti che verranno appositamente nominati dagli inquirenti.
Indagini in corso
I magistrati della VI sezione "Lavoro e colpe professionali", il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci dell'ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nicola Gratteri, hanno iscritto sei sanitari nel registro degli indagati. Si tratta dei componenti delle equipe del Monaldi di Napoli che si sono occupati dell'espianto del cuore a Bolzano e il gruppo dello stesso ospedale che invece ha effettuato il trapianto dell'organo sul bimbo a Napoli. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose. Insieme con il contenitore, i carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino, hanno acquisito tutta la documentazione inerente la vicenda che gli inquirenti stanno ora passando al setaccio.
La vicenda
La vicenda del bimbo di 2 anni cui lo scorso 23 dicembre è stato trapiantato un cuore danneggiato dal ghiaccio secco utilizzato in luogo del ghiaccio normale durante il trasferimento da Bolzano a Napoli è da alcuni giorni al centro di un caso di malasanità. Dopo il trapianto, restano gravi le condizioni del bambino, che - secondo quanto riferito al legale di famiglia da uno dei medici che lo hanno in cura - "presenta un peggioramento ai valori del fegato".
