Il padre di Valentino Giola, uno dei ragazzi feriti a Capodanno: "E' necessaria una punizione esemplare"
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L'incendio di Crans-Montana è sotto la lente della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo di indagine relativo al rogo di Capodanno del locale "Le Constellation". Omicidio colposo e incendio le ipotesi di reato. Il procedimento è stato avviato dai pm della Capitale che, di norma, hanno competenza per episodi che coinvolgono cittadini italiani all'estero.
La Farnesina ha inviato a piazzale Clodio una comunicazione relativa a quanto avvenuto a Capodanno a Crans-Montana. Massimo il riserbo da parte degli inquirenti, che delegheranno le indagini alle forze dell'ordine. La procura del Cantone Vallese, coordinata da Beatrice Pilloud, sta già indagando per omicidio, lesioni e incendio colposi: per il momento, gli unici indagati sono Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, gestori del disco-bar. Il rogo è costato la vita a 40 persone, sei delle quali italiane.
Valentino Giola, padre di un ragazzo ferito, racconta di come a Crans-Montana lui e la sua famiglia si siano sempre sentiti al sicuro. Le vacanze, da anni, nella casa di famiglia e il divertimento nei locali della zona. "In Svizzera ci sentiamo al sicuro, i ragazzi uscivano da soli perché lì a Crans non c'è criminalità, ogni sera andavano in quel locale così come ci andavo io quando ero più giovane" ha raccontato. Giorgia Meloni ha fatto visita ai ragazzi ricoverati al Niguarda e, dice Giola, "ha garantito a uno dei padri che il governo farà di tutto per fare venire alla luce tutte le responsabilità".