Crans-Montana, il funzionario del Comune: "Non c'era personale per i controlli"
Un'ulteriore conferma della carenza delle ispezioni antincendio
© Tgcom24
"I controlli di sicurezza nei locali di Crans-Montana non venivano eseguiti perché il Comune non aveva il personale per svolgere tali mansioni". Un'ulteriore conferma della carenza delle ispezioni antincendio nella stazione sciistica elvetica, in cui a Capodanno sono morte 41 persone, è emersa dall'interrogatorio svoltosi a Sion di Rudy Tissières, impiegato comunale dal 2018 al 2022. L'uomo, che figura tra i nove indagati dell'inchiesta sul rogo del Constellation, lavorava nell'ufficio diretto da Ken Jacquemoud, anch'egli indagato. La struttura avrebbe dovuto svolgere le ispezioni annuali, ma, nel caso del discobar andato a fuoco, non lo ha fatto per cinque anni. "Io non mi dovevo occupare direttamente dei controlli - ha precisato Tissières agli inquirenti - ma avevo segnalato a Jacquemoud i gravi problemi di organico della nostro ufficio".
Il Tribunale di Sion respinge la ricusazione contro la procura
La Camera penale del tribunale del Cantone del Vallese ha respinto la richiesta di ricusazione presentata da un avvocato di parte civile contro le procuratrici di Sion. I magistrati elvetici "non hanno riscontrato, secondo i criteri stabiliti dalla giurisprudenza, - si legge nella motivazione - errori particolarmente gravi o ripetuti da parte del Ministero pubblico che costituiscano violazioni gravi dei doveri dei magistrati e che possano denotare un'apparenza oggettiva di parzialità delle procuratrici interessate". La richiesta di ricusazione era stata depositata a inizio gennaio dall'avvocato di Ginevra Garen Ucari, legale di alcune famiglie delle vittime, sollevando alcuni rilievi nei confronti delle inquirenti tra cui quello di non aver assunto misure per evitare il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove.
La richiesta di ricusazione era stata depositata a inizio gennaio dall'avvocato di Ginevra Garen Ucari, legale di alcune famiglie delle vittime, sollevando alcuni rilievi nei confronti delle inquirenti tra cui quello di non aver assunto misure per evitare il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove.
