Speciale La strage di Crans-Montana
incontro a palazzo chigi

Strage di Crans-Montana, il governo chiederà di costituirsi parte civile nel processo | "Jacques Moretti è depresso": slitta l'interrogatorio

Intanto il ministro degli Esteri ha concordato con la premier il rientro dell'ambasciatore italiano in Svizzera

02 Apr 2026 - 18:48
 © Afp

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A Palazzo Chigi si è tenuto un incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei ministri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione civile e i familiari delle vittime e dei feriti della tragedia di Crans-Montana. Al centro del confronto, le iniziative future del governo in merito alla strage di Capodanno in Svizzera. Tra queste, anche una prima decisione concreta: l'esecutivo chiederà infatti di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario sulla strage.

Iniziativa politica

 L'incontro, si legge nella nota, è stato "voluto" dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'iniziativa si inserisce nel solco dell'indirizzo già espresso dal Parlamento nelle settimane precedenti. Durante il vertice sono stati illustrati i progressi sul fronte investigativo e giudiziario. Le attività coinvolgono sia il territorio svizzero sia quello italiano, con una collaborazione tra le autorità dei due Paesi.

L'ambasciatore

 A seguito dell'incontro, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto - con l'accordo del presidente del Consiglio - il rientro in Svizzera dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.

L'imputato "depresso"

 Previsto per martedì 7 aprile, l’interrogatorio della procura di Sion a Jacques Moretti è stato rinviato per le condizioni psicologiche dell’indagato. La decisione è stata presa sulla base di due certificati medici presentati dal legale Patrick Michod, difensore del proprietario del Constellation. Nel primo documento, datato 18 marzo, si parla di "uno stato depressivo reattivo a seguito dello shock post-traumatico causato dall'incendio del primo gennaio e dalla sua carcerazione", oltre a uno "stato confusionale con diversi episodi di amnesia". Il secondo certificato, del 31 marzo, segnala invece che Moretti dorme solo tre ore a notte e che gli risulta "difficile, allo stato attuale, sottoporsi a interrogatori". In una lettera, l’avvocato riferisce inoltre che il suo assistito "subisce una pressione mediatica fuori dal comune", con giornalisti accampati davanti alla sua abitazione, e che avrebbe ricevuto anche minacce di morte.

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