Crans-Montana, una 17enne sopravvissuta non ricorda quasi nulla: "Voglio vedere il video"
"Ho bisogno di ritrovare la memoria. Non voglio che quei ricordi riaffiorino all'improvviso quando non sono pronta. Mi fanno paura", ha detto
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Una 17enne sopravvissuta alla strage di Crans-Montana, Francesca, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado e rotto i legamenti, non ricorda quasi nulla del rogo. Lo ha raccontato a la Repubblica. "Non ho immagini di quello che è successo lì dentro da quando tutto ha iniziato a bruciare. Ho rimosso tutto, mi resta solo qualche flash. Tutto si ferma ai momenti prima, ma non ricordo le fiamme, non i miei amici, non quello che ho detto e che mi è stato raccontato solo dopo da chi, come me, ne è uscito vivo. Ma so cosa ho fatto", ha spiegato la giovane, che ha poi aggiunto di voler vedere il video di quei momenti messo a disposizione dalla procura di Sion. "Ho bisogno di ritrovare la memoria. Non voglio che quei ricordi riaffiorino all'improvviso quando non sono pronta. Mi fanno paura", ha sottolineato la 17enne.
La giovane ha poi descritto al quotidiano ciò che ricorda: "Ero con tutti gli altri nel secondo bar del seminterrato. Ricordo di aver ricevuto una telefonata di mia sorella più piccola, Elisabetta, rimasta in coda al piano di sopra. Avevo appena raggiunto Giuseppe ed Elsa (altri due feriti, ndr) seduti sui divanetti, quando ho sentito urlare "Fuoco!". Poi ho gridato a tutti che bisognava uscire, ma già di questo non ho memoria, me l'hanno raccontato. Ricordo solo che mentre provavo a correre sulle scale mi hanno spinta, che ho sentito una sensazione stranissima al ginocchio, sono caduta e non riuscivo a rialzarmi, mi era uscita la rotula, me la sono rimessa a posto spingendola per poter camminare. Nemmeno io so come ho fatto".
"Quando sono arrivata al Constellation avevo un paio di jeans e un body a maniche lunghe. Mi si sono sciolti addosso su tutta la parte posteriore del corpo. Ricordo le gocce di schiuma bollenti che mi cadevano addosso, credo siano state quelle. Sono tornata a casa così, mezza nuda, senza una scarpa e sotto shock", ha proseguito la 17enne. "Sensazioni fortissime legate al mio corpo, come l'angoscia di non riuscire a muovermi. Ma non ricordo altro di quella notte", ha specificato.
Francesca ha poi spiegato di non riuscire più a sentire l'odore di fumo "da nessuna parte, così come non riesco a rimanere in un locale al chiuso, sto male". La giovane ha inoltre raccontato come ha affrontato il viaggio in auto dalla Svizzera al San Raffaele a Milano, dove i genitori hanno deciso di portarla subito dopo la tragedia. "Lì per lì la mia schiena non sembrava messa malissimo e in Svizzera gli ospedali esplodevano. Di quel viaggio ricordo il bruciore sempre più forte, la preoccupazione per la mano, avevo toccato qualcosa di incandescente, mi piacerebbe fare l'architetto ed era la destra. Non sapevo ancora nulla dei miei amici".
Infine, Francesca ha detto che conosceva tutte le vittime italiane. "Eravamo una compagnia bellissima. Achille Barosi, poi, faceva la mia scuola, Chiara Costanzo quella di mia sorella. Ho un senso di vuoto immenso ogni volta che penso al fatto che quel gruppo, così, non ci sarà mai più. Che tutto è cambiato per sempre", ha concluso.
