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Covid, Gimbe: in 7 giorni intensive calano dell'11,9%, contagi -12,9% | Scuola, "piano riapertura inadeguato"

In diminuzione anche i decessi (-14,3%), così come i ricoveri nei reparti ordinari (-13,3%)

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IPA

Prosegue il calo di contagi e ospedalizzazioni per Covid.

Rispetto ai sette giorni precedenti, infatti, nella settimana dal 7 al 13 settembre i nuovi casi sono scesi del 12,9%, i ricoveri in terapia intensiva dell'11,9%, quelli ordinari del 13,3%. Lo rileva il nuovo monitoraggio indipendente della

Fondazione Gimbe

. In diminuzione anche i decessi (-14,3%): negli ultimi 7 giorni, infatti, i morti sono stati 383 (di cui 65 riferiti a periodi precedenti), con una media di 55 al giorno rispetto ai 64 della settimana precedente.

Covid, Gimbe: nellʼultima settimana calano contagi, ricoveri e decessi


 


La situazione nelle varie Regioni

- In 18 Regioni si registra un calo percentuale dei nuovi casi (dal -4,8% del Piemonte al -31,5% della Calabria), in 3 Regioni un minimo incremento (Provincia Autonoma di Bolzano +0,2%, Toscana +1,1%, Umbria +4%). Rispetto alla settimana precedente, in 88 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,8% di Chieti al -55% di Crotone), mentre 19 Province segnano un incremento (dal +0,5% di Alessandria al +58,2% di Verbano-Cusio-Ossola). L'incidenza rimane sotto i 500 casi per 100mila abitanti in tutte le Province: dai 76 casi per 100mila abitanti di Barletta-Andria-Trani ai 338 di Pescara. 


 


Scuola, Gimbe: "Il piano per riapertura è inadeguato" 

- Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il tema della riapertura in sicurezza delle scuole "nel vortice della campagna elettorale non ha ricevuto l'attenzione necessaria. Il piano predisposto per l'anno scolastico 2022-23 appare inadeguato non tanto per le misure previste, quanto per le raccomandazioni spesso generiche e, soprattutto, per le eccessive responsabilità scaricate sulle scuole, prive delle necessarie risorse e competenze sanitarie. Il rischio è quello di un impatto rilevante sulla circolazione virale e sulla salute pubblica, ma anche sui giorni di scuola perduti".


 



Nell'analisi, che integra le evidenze scientifiche disponibili con i risultati della survey condotta da Gimbe con l'Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, le indicazioni dell'Istituto superiore di Sanità, e il "vademecum" inviato dal ministero dell'Istruzione alle scuole e il Dpcm 26 luglio 2022 recante le linee guida su aerazione e qualità dell'aria, tra i punti principali ci sono le vaccinazioni. Il ruolo dei vaccini nel ridurre la circolazione virale nelle scuole attualmente è modesto nella fascia 5-11 anni per almeno tre ragioni: innanzitutto, l'efficacia nei confronti dell'infezione Covid-19 è inferiore rispetto alle fasce di età superiori; in secondo luogo, l'attuale copertura nazionale con due dosi è del 35,1% con rilevanti differenze regionali. Inoltre, nella fascia 12-19 anni solo il 46,4% ha completato il ciclo con 3 dosi.


 


Altro punto sono i criteri di sospensione della frequenza scolastica: al di là di alcuni criteri oggettivi (temperatura superiore a 37,5°, tampone positivo) la sintomatologia indicata nel documento dell'Iss come compatibile con Covid-19, in particolare quella respiratoria, oltre a non essere specifica di infezione da SARS-CoV-2, presenta grandi margini di soggettività, anche da parte di un medico/pediatra. "La valutazione dei sintomi - spiega Cartabellotta - viene di fatto affidata a genitori e personale scolastico, con impatto imprevedibile sia sull'assenteismo scolastico, sia sulla circolazione del virus".


 


Un altro aspetto analizzato sono gli interventi ambientali: i riflettori rimangono inspiegabilmente puntati sulla sanificazione ordinaria e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati, nonostante le evidenze scientifiche dimostrino che meno dell'1% dei contagi è dovuto al contatto con superfici infette. E, a dispetto delle modalità di trasmissione del virus, che avviene quasi esclusivamente per aerosol, non viene raccomandato nessun intervento specifico di aerazione e ventilazione per migliorare la qualità dell'aria, ma solo un generico "ricambio frequente di aria", cioè "il ben noto protocollo 'finestre aperte' - commenta Cartabellotta - che quest'anno durante la stagione fredda si scontrerà con quello 'finestre chiuse' imposto dalla crisi energetica".


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