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Passeggiata con i bambini, il governo: "Non cambia nulla, nessuna autorizzazione"

Dopo la discussa circolare del Viminale sale la polemica: governatori e sindaci allʼattacco

Governatori e sindaci all'attacco contro la passeggiata sotto casa bimbo-genitore. Dopo la discussa circolare del Viminale sale la polemica: il ministero getta acqua sul fuoco - "le regole non cambiano" - e il premier Conte avverte: "non abbiamo affatto autorizzato l'ora del passeggio coi bambini".

Il presidente del Consiglio nel corso della confernza stampa ha chiarito che "non abbiamo affatto autorizzato l'ora del passeggio coi bambini. Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si puo' consentire anche l'accompagno di un bambino. Ma non deve essere l'occasione di andare a spasso e avere un allentamento delle misure restrittive, proprio ora non dobbiamo abbassare la soglia di guardia".

 

Ma le Regioni annunciano nuove ordinanze per disinnescare gli effetti della circolare del Viminale ed il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sottolinea: "non è che ora usciamo tutti sfruttando questa occasione. La curva del contagio si abbasserà velocemente quanto più rispetteremo le regole e staremo a casa". Ma sulla possibilità di concedere "un'ora d'aria" ai più piccoli sta spingendo anche la ministra alle Pari opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti.

 

Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha sentito al telefono la ministra Luciana Lamorgese e c'è stato un chiarimento. L'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, definisce comunque "folle, insensata e irresponsabile" la circolare. "Vedremo - aggiunge - se c'è la possibilità di emanare ordinanze che la vanifichino". Per il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, "le passeggiate si faranno quando finirà l'emergenza".

 

 

Gli fa eco il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: "noi abbiamo un'ordinanza che ho intenzione di rinnovare alla scadenza che vieta l'uscita per passeggiate, jogging o quant'altro, in assoluto". Un appello al governo affinché confermi "l'obbligo per tutti di rimanere a casa" arriva dal presidente campano, Vincenzo De Luca. Sulla stessa posizione molti sindaci. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci: "in questo momento, in cui avevamo convinto tutti a stare a casa - dice - dare la possibilità ai genitori di poter accompagnare i figli fuori casa significa avere un altro allentamento".

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Contrario anche il leader della Lega ed ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Non ci può essere - lamenta - il presidente del Consiglio che dice 'tutti a casa' e il ministro dell'Interno che dice 'chi ha voglia di fare due passi coi figli può farli'". Il Viminale, da parte sua, contesta la definizione "libera-bambini" associata al documento inviato ai prefetti. In realtà, sottolinea il ministero, non cambia nulla rispetto ai decreti vigenti.

 

La circolare di martedì - Come quelle dei giorni precedenti, la circolare si è resa necessaria per fornire alle forze dell'ordine l'interpretazione corretta delle misure, visto che i provvedimenti governativi non scendono nei dettagli. Sui bambini non c'è dunque una nuova regola, ma si limita a specificare che "un solo genitore" può camminare con i figli minori in prossimità della propria abitazione o spostarsi insieme a loro in situazioni di necessità o per motivi di salute. E' inoltre consentita, sintetizza in un tweet il Viminale, "l'attività sportiva (jogging) e l'attività motoria (camminata) nei pressi della propria abitazione". Ok anche all'accompagnamento di anziani o disabili per spostamenti, sempre nei pressi dell'abitazione, legati a motivi di necessità o salute. In ogni caso, ricorda il ministero, "tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza", pari ad un metro.

 

Che non cambia nulla lo certifica anche il presidente della Società italiana di pediatria e membro del Comitato Tecnico Scientifico Alberto Villani. "Se si esce di casa con un bambino rispettando le norme - rileva - per un motivo preciso e previsto dai decreti, si può fare". Ma "non c'e' alcun motivo per portare a spasso un bambino in carrozzina, può essere imprudente". 

 

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