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Coronavirus, contagi in calo per il terzo giorno consecutivo ma aumentano i morti | Vicini al picco? Lieve ottimismo

La curva dei contagi induce a un lieve ottimismo. Il commissario Arcuri "implora" tutti di rimanere a casa e annuncia lʼarrivo delle prime mascherine "made in Italy"

Sono ancora pesanti i numeri dell'emergenza coronavirus, ma la loro curva è tale da indurre a un moderato ottimismo. Nonostante cresca drammaticamente il numero dei morti, 743, di cui 402 in Lombardia, per il terzo giorno consecutivo l'incremento del nuovo numero di malati fa segnare una flessione: 3.612 contro i 3.780 di lunedì, per 54.030 malati che diventando 69.176 comprese le vittime e i guariti.

 

"Imploriamo tutti gli italiani a rimanere a casa": è quasi una preghiera quella che il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri rivolge ai cittadini. Una preghiera ma anche un monito, perché la curva non si è ancora invertita e siamo ancora in piena emergenza, come dimostrano purtroppo il numero dei morti, 743, in controtendenza rispetto a domenica e lunedì, quando erano stati rispettivamente 651 e 601, e secondo solo ai numeri del 22 marzo, il "sabato nero" in cui in tutta Italia si sono registrate 793 vittime.

 

 

La priorità è sempre la stessa: ridurre al minimo indispensabile gli spostamenti per evitare che il contagio si diffonda al Sud. Al momento i numeri sembrerebbero confermare quella che è la tendenza degli ultimi giorni, con una fotografia nazionale che rispecchia i numeri della regione più colpita dall'emergenza: la Lombardia ha infatti registrato 958 nuovi casi mentre lunedì erano 1.025. E il bollettino quotidiano della Protezione Civile conferma anche un'altra tendenza, una crescita contenuta, e dunque al momento gestibile, dei nuovi casi nelle regioni centromeridionali: 131 malati in più nel Lazio, 118 in Sicilia, 78 in Puglia, 63 in Campania.

 

Ma se l'imperativo è quello di fare di tutto per bloccare il contagio la priorità è anche quella di garantire la massima sicurezza a chi, personale sanitario in testa, deve comunque continuare ad assicurare i servizi essenziali. Aspetto di cui ha parlato il commissario straordinario Domenico Arcuri, annunciando che entro 3 giorni arriveranno le prime mascherine 'made in Italy'. Il commissario snocciola i numeri dello sforzo fatto finora: +64% di posti in terapia intensiva, quadruplicati i letti in ospedale per i malati di Covid 19, consegnati 825 ventilatori polmonari di cui 322 in Lombardia. Ma non solo: servono 90 milioni di mascherine al mese e circa la metà saranno prodotte da 80 aziende della moda riconvertite a tempo di record.

 

Il governo ha inoltre messo sul tavolo altri 50 milioni per le imprese che intendano riconvertirsi nei prossimi giorni e passare alla produzione di dispositivi di protezione individuale. E dopo i 300 medici, Arcuri ha anche annunciato l'arrivo nelle regioni più colpite - sempre su base volontaria - di 500 infermieri. 

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