dopo una lite

Monza, uccise il compagno con una coltellata: condannata a 21 anni

Per Stella Boggio, 34enne di Bovisio Masciago, il pm aveva chiesto 14 anni. L'omicidio a gennaio 2025

04 Feb 2026 - 13:18
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La Corte d'Assise di Monza ha condannato a 21 anni di carcere Stella Boggio, la 34enne di Bovisio Masciago (Monza), a processo per l'omicidio volontario aggravato del compagno, Marco Magagna, ucciso il 7 gennaio 2025 con una coltellata al cuore nell'appartamento della coppia dopo una lite. Il pm aveva chiesto la condanna a 14 anni.

La condanna

 La condanna a 21 anni decisa per Stella Boggio dalla Corte d'Assise di Monza per l'omicidio del compagno, più severa rispetto ai 14 anni che erano chiesti dal pubblico ministero Alessio Rinaldi, nasce da una diversa valutazione di alcuni aspetti della vicenda. Pur concedendo le attenuanti generiche, i giudici le hanno considerate solo pari alle aggravanti, ritenute invece di peso maggiore dall'accusa.

Durante il dibattimento è emerso un quadro di maltrattamenti subiti dall'imputata da parte della vittima, ma non tali da giustificare la coltellata inferta durante l'ultima lite. Secondo l'accusa la donna avrebbe potuto andarsene e chiedere aiuto come aveva fatto altre volte. Per la difesa, invece, Boggio dopo essere stata aggredita non avrebbe avuto modo di allontanarsi da casa. La Corte ha anche deciso di non toglierle la podestà genitoriale, (la donna ha una figlia di nove anni), e ha stabilito un risarcimento per i famigliari di Maccagni di 596mila euro.

Monza, 33enne accoltella e uccide il compagno

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Il pm aveva chiesto 14 anni

 La Procura di Monza aveva chiesto una condanna a 14 anni per Stella Boggio. Un amore "tossico", così era stato definito dall'accusa, fatto di costanti liti, culminato con l'aggressione per la quale Boggio si è sempre difesa dicendo di aver reagito a sua volta durante un litigio.

Era emerso, dalle indagini coordinate dal pm Alessio Rinaldi, che la donna avesse subito maltrattamenti durante la relazione, ma non tali da giustificare la sua reazione e il delitto. Nella richiesta del pubblico ministero le erano state concesse le attenuanti generiche.

Precedentemente, era stata rigettata dalla Corte d'Assise di Monza la richiesta di rito abbreviato per Stella Boggio. Il capo di imputazione, infatti, aveva impedito per lei l'accesso al rito alternativo, con relativo sconto di pena. La donna rischiava di fatto una condanna all'ergastolo. Alla prima udienza del processo a suo carico l'imputata era presente in aula, affiancata dai suoi legali, Manuel Messina e Tatiana Enrica Morosetti. I due legali puntavano a provare la legittima difesa.

Boggio ha sempre sostenuto di non aver mai voluto uccidere Magagna, ma di aver reagito a una sua presunta aggressione, durante una delle consuete e reiterate discussioni di coppia. I genitori e il fratello della vittima si sono costituiti parte civile a processo.

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