LA LETTERA A "LA NAZIONE"

Cesare Battisti dal carcere: "Vorrei vedere mio figlio e una cella singola per fare lo scrittore"

L'ex membro dei proletari armati per il comunismo condannato all'ergastolo per quattro omicidi denuncia: "Qui senza diritti, apriamo ai benefici"

08 Mag 2026 - 08:42
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Cesare Battisti chiede di poter riabbracciare suo figlio. E lo fa in una lettera a La Nazione, in cui chiede anche più diritti: "Serve aprire ai benefici, voglio una cella singola per fare lo scrittore". L'ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo è recluso nel carcere di Massa Carrara dove, dopo l'estradizione dal Brasile, sta scontando l’ergastolo per i quattro omicidi per cui è stato condannato.

"Vorrei abbracciare mio figlio"

 Come spiega La Nazione, Battisti racconta di aver ricevuto tempo fa la notizia che, "sulla base dell’ineccepibile comportamento", anche per lui era giunta l’ora "di aprire la via ai benefici, cominciando con un primo permesso di necessità: qualche ora da trascorrere con il figlio minore (il ragazzo presenta problemi psicologici certificati), con un successivo avanzamento graduale dei benefici".

L'iter, però, si è interrotto e questa possibilità è ancora preclusa all’ex terrorista: "Siamo ormai ad aprile 2026, mio figlio aspetta sempre una decisione del magistrato di sorveglianza".

La cella condivisa: "Non riesco a scrivere"

 L'altro aspetto denunciato da Cesare Battisti riguarda la cella condivisa: "Questo mi impedisce di esercitare la mia attività di scrittore, né qualsivoglia altra attività creativa o pedagogica, grazie alla quale potevo interagire con istanze culturali che intervengono all’interno del sistema penitenziario", sottolinea.

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