Il particolare gusto finisce al centro del dibattito per il suo nome, tra spiegazioni dei gestori e critiche dal mondo LGBTQIA+
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Ci sono cartellini che si leggono quasi senza farci caso, poi ce n'è uno che spicca, rompe la fila e cattura lo sguardo. Si tratta del "Pistacchio gay", il nuovo gusto comparso in una gelateria del centro storico di Catania. Una combinazione di pistacchio, con il suo iconico verde, e cioccolato rosa che, più del sapore, ha attirato l'attenzione dei clienti per il nome scelto, innescando nel giro di pochissimo un acceso dibattito.
Non sono mancate le critiche degli attivisti e della comunità LGBTQIA+ che hanno evidenziato come l'uso del termine "gay" possa essere superficiale e fuorviante. "Questo Paese continua ad arretrare" ha scritto sui social l'attore e attivista Luigi Tabita condividendo la foto del cartellino col nome del gelato. "Scrivere “Pistacchio Gay” in un luogo come una gelateria, spesso frequentata da bambini e giovanissimi, può alimentare bullismo e stereotipi, soprattutto in una cultura machista come la nostra, che associa il rosa al femminile e lo considera debole". I commenti non si sono fatti attendere e così la vicenda ha aperto una riflessione ampia proprio sul messaggio che passa attraverso il linguaggio.
Dietro al bancone, inizialmente, un membro del personale ha spiegato al quotidiano La Sicilia che "abbiamo unito il pistacchio al cioccolato rosa e quindi l'abbiamo chiamato così". Dunque, non ci sarebbe alcun intento provocatorio né offensivo, ma semplicemente il richiamo cromatico del prodotto caratterizzato dall'aggiunta del colore rosa. Una scelta particolare che però ha rapidamente superato la dimensione commerciale. Le critiche non sono mancate e, dunque, anche il titolare della gelateria ha voluto fare maggiore chiarezza: "Le nostre intenzioni sono state fraintese. Il nostro voleva essere un modo per comunicare un senso di gioia e spensieratezza. Non ci verrebbe mai in mente di insultare le persone omosessuali, che rispettiamo".