Proteste post-sisma

Campi Flegrei, dopo il terremoto l'annuncio di Piantedosi: "In arrivo cento milioni di euro"

Via libera anche una cabina di regia aperta ai cittadini dei Campi Flegrei. Sono 57 gli edifici inagibili

05 Ago 2026 - 19:32
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Se la montagna non va da Maometto, è Maometto che va alla montagna, dice il proverbio. E così, dopo la protesta con il corteo e il blocco della banchina principale del porto di Pozzuoli (che ha paralizzato il traffico marittimo del Golfo, con migliaia di passeggeri costretti a trasferirsi da  Porto di Pozzuoli a quello di Napoli), il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è arrivato a Napoli per incontrare gli sfollati. Per tentare anche di evitare un ulteriore blocco del porto e altre manifestazioni di protesta. Il ministro Giuli, in visita ai cantieri del parco archeologico era stato contestato duramente dai cittadini della zona, che appena hanno saputo del suo arrivo, il viaggio era stato fatto a sorpresa, senza dare alcuna notizia in anticipo, lo hanno affrontato e si sono fatti ricevere.

In un'assemblea affollatissima in piazza della Repubblica, da dove era partito il corteo, sono state diffuse le informazioni ottenute dopo l'incontro col ministro dell'Interno. Il titolare del Viminale ha informato i residenti che il Consiglio dei ministri ha stanziato per ora, cento milioni di euro, cifra che potrebbe essere aumentata in caso di nuove necessità. Ma la novità più importante è la creazione di una cabina di regia nella quale sono stati coinvolti tutti i soggetti interessati, compresi i cittadini. Il ministro ha assicurato che tornerà presto a fare delle verifiche sull'andamento della situazione.

Le richieste - Piantedosi ha riferito che le richieste degli sfollati sono state quelle di accelerare i lavori per la messa in sicurezza delle case, perché la gente vuole rimanere nelle proprie abitazioni e ricominciare la vita che è stata interrotta all’improvviso dal sisma. I vigili del fuoco hanno messo in piedi un sistema di verifiche preliminari, svolte, ha sottolineato il titolare dell'Interno, in tempi record, per comprendere e stabilire quello che deve essere fatto per la ricostruzione e le varie priorità. Per le famiglie invece che vorranno sistemarsi autonomamente sono stati stanziati dei contributi mensili, che vanno in base al numero dei componenti del nucleo familiare, sia per questo anno che per il prossimo.

La situazione - Vivere da quelle parti comunque rimane estremamente difficile: ogni giorno aumentano i danni. Al momento sono 57 gli edifici  inagibili, 395 le abitazioni sgomberate e 700 gli sfollati, tra questi 568 hanno trovato una autonoma sistemazione. Le scuole chiuse perché inagibili sono 13, 14 invece le chiese. La rete idrica è stata frammentata e questo ha causato diverse interruzioni nell'erogazione dell'acqua che hanno fatto scoppiare la protesta. In alcune zone della città manca anche la corrente elettrica.