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Camorra, madre e figlio costretti dal clan a lasciare la propria casa a Scampia per non aver pagato un grammo di cocaina: due arresti

I carabinieri della stazione di Napoli sono riusciti a identificare e notificare le accuse ai due napoletani appartenenti al clan dei Vanella Grassi. Gli episodi di estorsione erano iniziati nel luglio 2021

ansa

A Napoli nel quartiere di Scampia, madre e figlio sono stati costretti ad abbandonare la propria abitazione.

Il motivo? 60 euro per

un grammo di cocaina

non pagato. É questo l'assurdo motivo che si nasconde dietro i numerosi tentativi di estorsione messi in atto da due aguzzini affiliati del clan Vanella Grassi. Al termine delle indagini coordinate dalla DDA (Direzione distrettuale antimafi), i carabinieri della stazione di Napoli sono riusciti ad individuare e arrestare i malfattori.

Il ventisettenne che viveva in compagnia della madre, dopo aver perso il lavoro a causa della pandemia, aveva iniziato a lavorare spacciando per il clan. Il primo episodio di estorsione per la famiglia avviene nel 2021, quando i due si presentano fuori la loro abitazione chiedendo il risarcimento di

2.500 euro

seguito da minacce di morte. Il giorno seguente, la scena si ripete e senza aver ottenuto i soldi richiesti, i due cominciano a picchiare il giovane e la madre con calci, pugni e ginocchiate. "Non ti avvicinare più a Scampia" prova a intimidire uno dei due camorristi che nel frattempo costringono le vittime a uscire dalla porta in malo modo.


 


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