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La fondatrice dell'associazione omonima racconta a Tgcom24 com'è nato il progetto: "Volevo che attraverso i fiori mia figlia mi parlasse ancora". E rivela che c'è chi ha ricevuto una diagnosi precoce grazie alla sensibilizzazione sulla patologia: "Se riesco a salvare anche solo una vita, posso rivedere in mia figlia il sorriso di un'altra donna"
di Giorgia Argiolas© Tgcom24
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Le urla felici dei bambini, il nitrito di un cavallo, la luce di un pomeriggio che inizia a profumare d'estate, e, soprattutto, i colori scintillanti dei tulipani. Una gioia che nasconde un dolore, ma anche rinascita e speranza. Tgcom24 si è recato a "Il Giardino di Lu", a Pimentel (Cagliari), un campo di tulipani fulcro dell'associazione omonima, fondata nel 2016 da una donna, Maria Fois Maglione, in memoria di sua figlia Luena, morta a 37 anni a causa di un tumore ovarico. Tramite le offerte date dai visitatori per l'ingresso o l'acquisto dei tulipani si sostiene la ricerca sulla patologia, che ogni anno colpisce in Italia più di 5.400 donne.
Ad accogliere il gruppetto di persone presenti all'entrata è stata la stessa Fois Maglione, che ha spiegato come funziona la visita: "Questo non è un giardino per tutti, è per chi ha la sensibilità e la capacità di capire i nostri progetti. Noi oltre a fare informazione e prevenzione, sosteniamo la ricerca scientifica, dando delle borse di studio. Non imponiamo un costo d'ingresso, ma chiediamo alle persone di fare una donazione di almeno 5 euro. Poi, se volete acquistare i tulipani, li potete scegliere voi stessi: basta poggiare la mano sul terreno e tirare i fiori, che vengono fuori con il bulbo. Costano 2 euro e 50 l'uno. Questo è un progetto finalizzato alla ricerca, quindi abbiamo bisogno di tutti voi".
Fois Maglione, com'è nato "Il Giardino di Lu"?
"Il Giardino di Lu" è nato dieci anni fa, nell'ottobre del 2016. Ho cominciato a piantare bulbi di tulipani - erano i fiori preferiti di mia figlia - perché volevo che attraverso i fiori lei mi parlasse ancora. Poi, le persone hanno iniziato a chiedermi di poterli comprare. Inizialmente non volevo cederli, però, successivamente, ho pensato che tramite i tulipani avrei potuto aiutare altre donne e sostenere la ricerca scientifica. Sono partita con 15mila bulbi. Qualcuno mi considerava matta. Mi ha aiutato la mia famiglia, poi successivamente sono arrivati i volontari e adesso ne piantiamo 250mila.
E così è nata l'associazione "Il Giardino di Lu"...
Abbiamo cominciato a lavorare soprattutto sulla ricerca scientifica, dando delle borse di studio. Quest'anno siamo a buon punto, ne abbiamo già date due, una all'Humanitas per l'endometriosi e un'altra alla Fondazione Veronesi per un progetto avviato due anni fa sulla personalizzazione della cura. Ogni borsa di studio vale 33mila euro.
Che altri progetti portate avanti come associazione?
Con "Coloriamo i reparti oncologici e non" portiamo tulipani negli ospedali della Sardegna. Quest'anno, abbiamo già avviato la distribuzione, però ci mancano ancora diverse strutture che cercheremo di fare prima della sfioritura. Con "L'orto terapeutico di Lu" (come si legge sul sito de "Il Giardino di Lu", il progetto "ha come fondamenta la creazione di un luogo immerso nella natura, che accoglie donne in cura per depressione causata in maniera diretta o indiretta da problemi oncologici, offrendo la possibilità di godere dei vantaggi dello stare all'aria aperta e allo stesso tempo permettere loro di seguire tutti i cicli della coltivazione (dalla semina al raccolto)", ndr) assistiamo le donne in chemioterapia oppure che hanno attraversato un tumore e sono già guarite, ma nelle quali la malattia ha lasciato un segno indelebile. C'è anche "Cavalca la Ricerca", un progetto con i cavalli: su invito dei relativi Comuni, andiamo nei borghi, mostriamo le loro bellezze e raccogliamo fondi per la ricerca. Abbiamo anche cominciato a raccogliere capelli per realizzare delle parrucche. Tuttavia, con quel progetto ci fermeremo perché ne abbiamo troppi in ballo e diventa complesso, soprattutto nel periodo della piantumazione dei bulbi, che richiede molto tempo.
Un bilancio a dieci anni dalla fondazione?
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Tanti conoscono "Il Giardino di Lu" e ci vengono a trovare. A Pasquetta avevamo il pienone. Ci fa piacere soprattutto fare sensibilizzazione, perché chi entra qui riceve informazioni sul tumore ovarico.
Perché è importante sensibilizzare sul tema del tumore ovarico?
Perché non esistono esami di screening. Noi spieghiamo che sintomi come senso di sazietà, necessità di urinare spesso e pancia gonfia possono rappresentare un campanello d'allarme e sarebbe quindi appropriato in questi casi fare una visita ginecologica e l'ecografia transvaginale. Questa è l'unica opzione per fare prevenzione. Proprio perché non abbiamo esami di screening, ci si accorge sempre troppo tardi di questo tumore e, di conseguenza, la ricerca deve andare avanti per forza.
È mai capitato che grazie alla vostra sensibilizzazione qualcuno arrivasse a una diagnosi precoce?
Sì, è successo, mi è capitato che mi fermassero per strada e me lo dicessero. Se riesco a salvare anche solo una vita, posso rivedere in mia figlia il sorriso di un'altra donna. Questa è la più grande soddisfazione.
Un messaggio in occasione della Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, che si celebrerà l'8 maggio?
Invito tutti a fare prevenzione. L'informazione può salvare la vita, evitiamo di arrivare a dire "Se l'avessi saputo prima", com'è successo a noi.
Cosa rappresentano per lei i tulipani?
I tulipani piacevano a mia figlia e, quindi, io nei fiori rivedo lei. Inoltre, sono delicati, parlano d'amore. Li apprezzo molto, sicuramente suggestionata dal fatto che erano i fiori preferiti di Luena. Tutto l'amore è riversato sui tulipani.
Dopo aver parlato con Fois Maglione, ci immergiamo nella visita del campo. Appena dopo l'ingresso, è impossibile non notare il mare di tulipani in lontananza. Ma, prima di arrivarci, è d'obbligo fermarsi davanti ai pannelli informativi sul tumore ovarico. Si arriva, dunque, ai fiori protagonisti del campo: rossi, gialli, rosa, arancioni, viola, bicolori, frastagliati, arrotondati. Dopo essersi immersi in cotanta bellezza, si supera un ponticello in legno che porta, sempre tra i tulipani, a un'altra sezione del giardino, dedicata, come ha spiegato Fois Maglione, alle "donne che non ci sono più". Qui i tulipani sono rosa e non si possono cogliere. A far da cornice ai fiori c'è un murale dell'artista Manu Invisible: "Morte è Vita". "È il raggiante sguardo della speranza impresso negli occhi di una giovane ragazza. L'opera è frutto del confronto attivo di diversi pensatori, provenienti da vari ambiti professionali, sulla riflessione tematica della 'Vita' e della 'Morte' nello scenario terapeutico/sanitario", così l'artista ha spiegato l'opera sui social.
Dopo questa zona "rosa", si oltrepassa un altro ponticello e si viene catturati dal sorriso di Luena, immortalata in alcune fotografie raccolte in un pannello circondato da fiori. Si arriva poi a un'area dedicata al progetto "L'orto terapeutico di Lu". Infine, si accede a una scalinata contornata da tulipani colorati e sulla quale campeggia un altro murale di Manu Invisible: "Felicità". "Perdere speranza è un'opzione diffusa quando si viene colpiti da un tumore, ed è qui che inizia l'inesorabile salita, fatta di affetto, affiancamento e dignità, preziosi strumenti per potercela fare. Perché è grazie alla felicità che per tanti la certezza della morte si trasforma in un colpo di scena che abbraccia la vita stessa. Sì, perché lo scorrere del tempo appare dilatato laddove il colore dei tulipani irrompe su quella 'scala di grigi' prevalente", ha scritto in merito l'artista sul suo profilo Instagram. Alla fine della scalinata, su un capanno, compare la parola "Rinascita", un sunto perfetto dell'intera visita.