La fondatrice dell'associazione omonima racconta a Tgcom24 com'è nato il progetto: "Volevo che attraverso i fiori mia figlia mi parlasse ancora". E rivela che c'è chi ha ricevuto una diagnosi precoce grazie alla sensibilizzazione sulla patologia: "Se riesco a salvare anche solo una vita, posso rivedere in mia figlia il sorriso di un'altra donna"