Operazione della polizia in Alto Adige

Bolzano, 28 albanesi in manette all'alba accusati di associazione a delinquere per spaccio di droga

Interessate le squadre mobili di Bolzano, Belluno, Trento, Venezia, Verona e Vicenza

20 Apr 2026 - 14:36
 © Polizia

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Il blitz, preparato da tempo e nei minimi dettagli, dalla direzione distrettuale antimafia di Trento è scattato all'alba: 28 i cittadini albanesi residenti in Italia, ai cui polsi sono scattate le manette. L'operazione, chiamata Daku, con una parola albanese ed avviata nel 2023, ha interessato decine di agenti delle squadre mobili dei vari capoluoghi interessati ad una indagine complessa ed articolata, diretta  a stroncare lo spaccio di sostanze stupefacenti in tutto l' Alto Adige.

Nel mirino degli investigatori un gruppo di albanesi che si occupavano non solo dell'importazione della droga ma anche della distribuzione a tappeto in tutte le zone della regione, attraverso un sistema capillare di staffette e spacciatori, capaci di recapitare e vendere lo stupefacente in ogni dove, con sistemi veloci e considerati sicuri, tanto da annientare la concorrenza e costruire una posizione dominante sul mercato illegale delle droghe.

Sono stati sequestrati 24 chili di cocaina purissima, 23 di marijuana, 5,6 chili di hashish e 76mila euro in contanti, provento delle vendite dei vari  stupefacenti assieme ad una pistola. L'intera operazione ha preso avvio dopo che sono stati documentati oltre 150 episodi di spaccio, attraverso appostamenti, riprese e foto. Gli indagati avevano messo su un sistema di comunicazione in modo da sfuggire alle intercettazioni attraverso utenze fittizie, conversazioni criptate e piattaforme social.

La droga arrivava dal Belgio e dalla Spagna, occultata attraverso dei doppi fondi, ricavati all'interno di auto che ne trasportavano 10, 15 chili alla volta e veniva stoccata in luoghi non riconducibili all'organizzazione, che riusciva così ad essere sempre in possesso di grosse quantità di stupefacente. L'indagine ha individuato non solo i capi dell'organizzazione ma anche custodi, corrieri e singoli spacciatori.

La banda era costituita da cinque gruppi di persone che non si conoscevano tra di loro e tra cui erano suddivisi tutti i compiti dall'acquisto, al trasporto, alla lavorazione, allo stoccaggio e alla vendita. I componenti dell'ultimo gruppo si occupavano anche delle riscossioni difficili con l'uso di armi e con azioni di efferata violenza.