DOPO UN'OPERAZIONE DI POLIZIA

Bologna, operaio di 23 anni rapito e tenuto in ostaggio: tre arresti, tra cui un minore

La vittima ha raccontato di essere stato caricato con la forza su un mezzo, picchiato con la lama di un machete e portato nel casolare

05 Set 2026 - 12:02
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 © Ansa

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Rapito, legato con le fascette ai polsi, picchiato e nascosto in un casolare a San Lazzaro, provincia di Bologna. La vittima è un ragazzo di 23 anni, operaio, sparito il primo settembre e poi rintracciato dalla squadra mobile di Bologna che lo ha liberato e arrestato i tre raitori, tra i quali figura un minorenne. 

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A dare l'allarme la fidanzata e un amico

 A rivolgersi alla polizia, il primo settembre, sono stati la fidanzata e un amico del giovane, residenti in provincia, perché non riuscivano più a mettersi in contatto con lui. Dopo ore di preoccupazione, i due ricevono un messaggio con una richiesta precisa: usare solamente applicazioni di messaggistica criptata. Il mittente è proprio il 23enne. Soltanto nel corso della notte il giovane è riuscito a inviare un messaggio in cui faceva capire all'amico la gravità della situazione. La vittima, infatti, ha raccontato di essere stato caricato con la forza su un mezzo, picchiato con la lama di un machete e portato nel casolare. 

La richiesta di riscatto e l'intervento della polizia

 I sequestratori avevano richiesto che venisse abbandonato, in aperta campagna, uno zainetto contenente la somma di denaro richiesta per il riscatto. Sul luogo è stato quindi predisposta un’imponente presenza di poliziotti. Grazie anche agli amici del 23enne, gli agenti sono riusciti ad attirare la banda facendo loro credere di avere con sé lo zaino pieno di soldi. Ma ad attenderli al punto di consegna c’erano gli agenti, intervenuti immediatamente e bloccando l'auto guidata da uno dei presunti rapitori e liberando la vittima. L’operazione ha permesso di rintracciare anche il resto della banda dei sequestratori, formata da un 23enne moldavo, un 20enne italiano e un minorenne. La vittima è stata soccorsa e medicata per le lesioni riportate durante il pestaggio, giudicate guaribili in 31 giorni. Sul caso indaga la procura di Bologna, in coordinamento con la divisione distrettuale antimafia (Dda) e la procura per i Minorenni: la pista principale porta a un regolamento di conti maturato nel contesto dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti.
 

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