"mI HANNO DETTO CHE ME LO MERITAVO"

Bari, la ragazza picchiata al Parco Rossani denuncia un'altra aggressione: "Accerchiamento e urla" | Una 31enne agli arresti domiciliari

Giuditta D'Elia aveva raccontato di essere stata presa a calci e pugni il 23 luglio. Ora nuove accuse social

01 Ago 2026 - 22:50
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Era stata spintonata e picchiata da diversi ragazzini, che l'avevano presa a calci e pugni a tal punto da provocarle fratture al volto e al naso. Poi aveva denunciato tutto sui social. Ora, Giuditta D'Elia, 26enne della provincia di Bari, denuncia un'altra aggressione, sempre nella zona del Parco Rossani: "Mi hanno accerchiato e urlato che me lo meritavo". Una donna di 31 anni, intanto, è finita arresti domiciliari perché ritenuta facente parte del gruppo che ha picchiato D'Elia.

La denuncia social: "Ho subìto un'altra aggressione"

 Il primo episodio si era verificato il 23 luglio. A distanza di pochi giorni la giovane, stando al racconto social, ha dovuto di nuovo fare i conti con la tensione. Sui social ha denunciato di essere stata accerchiata da alcuni individui in monopattino, i quali le avrebbero rivolto contro delle urla. "Abbiamo visto tutto, te lo meriti. I bambini non si picchiano", sarebbero state le parole rivolte a D'Elia.

La giovane su Instagram si è sfogata in un video di circa dieci minuti e diverse Stories in cui spiega quanto accaduto: "Ho subìto l'ennesima aggressione cercando di avvicinarmi al Parco Rossani. Attendo i video che avete girato di me mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali vi sono i materiali di videosorveglianza".

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Poi ha continuato: "I bambini non si picchiano, ma parliamo di 12enni che mi hanno impedito l'accesso ai servizi pubblici senza ragione, mi hanno inondata d'acqua senza ragione e hanno tentato di uccidermi dopo il mio tentativo di prendere la pistola d'acqua. Che modi sono? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale. Io non ho paura e mai l'avrò. Sono viva per miracolo".

Una 31enne finisce ai domiciliari

 Per l'aggressione del 23 luglio, la polizia locale di Bari ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di una 31enne. Stando alle indagini, la giovane - con altre tre donne non ancora identificate e con il marito, formalmente indagato - avrebbe picchiato la studentessa causandole gravi traumi al volto.

La donna risponde di lesioni aggravate (reato alla base della misura cautelare) e rapina, perché durante l'aggressione, alla vittima sarebbero stati anche sottratti effetti personali, ossia cellulare, chiavi e borsa. In una nota, gli investigatori parlano di "aggressione per futili motivi". Gli elementi a carico dell'arrestata sono stati raccolti tramite l'acquisizione di testimonianze, l'analisi della documentazione disponibile e la ricostruzione della dinamica.

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