SEQUESTRI DEI NAS

Bimbo trapiantato, l'indagine: "Il cuore viaggiò in un box di plastica" | Si fa strada l'opzione di un organo artificiale

Avrebbe dovuto essere trasportato in un box tecnologico per mantenere costanti le temperature. Focus sul tipo di ghiaccio utilizzato

15 Feb 2026 - 12:57
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Sarebbe stato un "comune" contenitore di plastica rigida a contenere il cuore trapiantato il 23 dicembre 2025 sul bimbo di Napoli, organo poi rivelatosi danneggiato a causa delle temperature troppo basse. È uno degli elementi che emergono dopo il sequestro eseguito nei giorni scorsi dal Nas di Napoli. Il cuore, invece, avrebbe dovuto essere trasportato in un box "tecnologico" in grado di mantenere costanti e monitorate le temperature. Il nodo cruciale, tuttavia, non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell'uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco, che arriva fino a -80 gradi e che avrebbe "bruciato" l'organo. Di questo si sta occupando il Nas di Trento, competente su Bolzano.

I carabinieri dovranno inoltre accertare chi ha reperito in loco il ghiaccio e chi ha (o non ha) eseguito controlli prima della partenza alla volta di Napoli. Il contenitore di plastica, come detto, è stato sequestrato nei giorni scorsi dal Nas di Napoli che, coordinato dalla Procura partenopea, sta indagando per fare luce su ciò che è avvenuto il 23 dicembre 2025.

L'ultima ipotesi: l'impianto di un cuore artificiale

 Dopo il trapianto fallito, il bimbo di due anni è ricoverato a Napoli, in coma farmacologico, collegato all'Ecmo. Le sue condizioni sono gravi, ma stazionarie. Mentre la Procura indaga e la famiglia chiede verità, nelle ultime ore si fa strada un'ipotesi estrema: l'impianto di un cuore artificiale come ponte verso un nuovo trapianto. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, tra le opzioni al vaglio dei medici ci sarebbe appunto quella di usare un cuore artificiale per mantenere in vita il piccolo, in attesa di un nuovo organo compatibile. Una soluzione complessa, che tuttavia rappresenterebbe un passaggio delicatissimo ma potenzialmente decisivo per mantenere in vita il bambino.

Gli errori e i dubbi sul trasporto dell'organo

 Mentre si guarda al futuro, l'attenzione resta concentrata su ciò che non ha funzionato. Secondo l'inchiesta, il cuore trapiantato sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli. Al centro dei dubbi, come detto, ci sono le modalità di conservazione: secondo quanto sostenuto dalla difesa, al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature fino a -80 gradi, con il rischio concreto di compromettere irreversibilmente il tessuto cardiaco.

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sei sanitari con l'ipotesi di lesioni colpose. Un passaggio definito "atto dovuto", mentre gli ispettori del ministero della Salute e della Regione Campania stanno effettuando verifiche parallele. La direzione ospedaliera ha assicurato piena collaborazione. "Una vicenda dolorosissima", ha commentato il presidente della Regione Campania Roberto Fico. "Faremo piena chiarezza", ha garantito il ministro della Salute Orazio Schillaci.

La famiglia: "Un nuovo medico per un nuovo trapianto"

 La famiglia, intanto, chiede un nuovo medico. L'avvocato Francesco Petruzzi ha depositato un'integrazione alla querela chiedendo un incidente probatorio su cartelle cliniche, documentazione sanitaria e verbali delle riunioni mediche che stanno valutando lo stato del bambino. La richiesta è netta: se si arriverà a un secondo trapianto, non dovrà essere lo stesso chirurgo del primo intervento a operare il bambino. "Immaginiamo che rientri, come atto dovuto, tra gli indagati", sottolinea il legale.

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