Speciale La strage di Altavilla
Nel febbraio 2024

Strage di Altavilla, tre condanne all'ergastolo

Carcere a vita per il marito delle vittime e i complici

02 Lug 2026 - 23:56
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 © Ansa

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La corte d'assise di Palermo ha condannato all'ergastolo Giovanni Barreca, muratore di Altavilla Milicia, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage costata la vita alla moglie di Barreca, Antonella Salamone, e ai figli Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5. Le vittime, ritrovate dai carabinieri l'11 febbraio del 2024 nella villetta di Barreca, furono seviziate e uccise durante un folle rito di purificazione dal demonio. Coinvolta anche la figlia allora 17enne, della coppia, Miriam, processata separatamente, condannata in primo grado a 12 anni e 8 mesi e assolta in appello.

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I giudici sono rimasti in Camera di consiglio più di 10 ore. Per Barreca il pm aveva chiesto la condanna a 30 anni ritenendo l'imputato semi-infermo di mente. L'ergastolo era stato invece chiesto per i complici. La corte evidentemente ha ritenuto tutti e tre capaci di intendere e di volere. Per i tre scatta anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento ai familiari delle vittime che il Giudice ha quantificato in diverse centinaia di migliaia di euro.

La vicenda

 Dopo giorni di sevizie e dopo tre omicidi, in quel luglio del 2024, una telefonata: "Mi chiamo Giovanni Barreca. Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi". Dall'altro capo del telefono il carabiniere trasale. "Vi aspetto a Casteldaccia", dice il muratore 56enne prima di riagganciare. Preso in consegna l'uomo, i militari andarono nella casa dove si trovarono davanti una scena raccapricciante: a terra i cadaveri dei ragazzini. La terzogenita, 17enne, Miriam, era seduta sul letto in una stanza, sotto choc. Giorni dopo ammise di aver assistito ai delitti: processata separatamente davanti al tribunale dei minori, ha avuto 12 anni e 8 mesi in primo grado, mentre in appello è stata assolta perché dichiarata incapace di intendere e volere. La moglie del muratore, di 13 anni più giovane di lui, fu trovata dopo ore. Pezzi del suo corpo carbonizzati erano a poca distanza dalla casa sotto un cumulo di terra. Dopo averla uccisa venne dato fuoco al suo corpo.

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Barreca fu portato in caserma e alla confessione telefonica aggiunse alcuni particolari. "C'era il demonio in casa", disse. Presto le indagini svelarono il contesto: il muratore era un fanatico religioso che per mesi aveva frequentato la chiesa evangelica per prenderne poi le distanze, e aveva una ossessione per il diavolo. È in chiesa che aveva incontrato i complici. I tre, convinti che la vittima e il figlio minore fossero posseduti dal diavolo, per giorni si rinchiusero nella villetta alternando violenze e preghiere. A raccontare l'orrore vissuto fu proprio Miriam. La moglie del muratore sarebbe stata uccisa per prima. Poi sarebbe toccato a Emanuel, infine a Kevin. Le dichiarazioni della ragazza, che confessò di avere partecipato al massacro, furono una galleria interminabile di violenze. Tutte riscontrate dai periti dell'istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. "Eravamo in cucina, mia madre era a terra con il volto in giù - raccontò -, ed erano presenti anche Sabrina, Massimo, Kevin e mio padre. La torturavano a turno, sia Sabrina che Massimo. Le passavano l'asciugacapelli con la massima temperatura, con la padella la colpivano sulla schiena". La ragazza chiarì che la madre era morta il 9 febbraio, dopo essere stata seviziata per un giorno: "Sabrina e Massimo mi hanno detto che ha avuto un infarto, mentre si trovava distesa a terra in cucina", disse. "Volevano farla cremare per questo hanno prima bruciato il corpo e poi l'hanno seppellita in una buca scavata da mio padre e Kevin". Le autopsie confermarono, aggiungendo particolari raccapriccianti anche sulla tragica morte dei due ragazzini, strangolati con delle catene.