PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA

Scoperta una rete di neonazisti e antisemiti online: nove i minori, arrestato 19enne

Il giovane è ritenuto dagli investigatori promotore e amministratore di una chat di gruppo di propaganda razzista e religiosa e della stesura di un "manifesto" in cinque punti

22 Apr 2026 - 13:02
 © Afp

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Un 19enne si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di aver guidato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti. L'operazione di smantellamento dell'organizzazione, coordinata dalla procura di Milano e dalla procura per i minorenni, ha portato anche a 15 perquisizioni effettuate lungo tutto lo stivale. Nove controlli hanno riguardato soggetti con età inferiore ai 18 anni. Il giovane arrestato è un italiano residente a Pavia, in provincia di Milano. Secondo gli investigatori sarebbe il diretto promotore e amministratore di una chat di gruppo denominata "Terza posizione". Attraverso quest'ultima, i partecipanti avrebbero diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico.

La chat al centro dell'inchiesta

 Al centro dell'indagine della digos di Milano, con il supporto della digos di Pavia e della direzione centrale della polizia di prevenzione, c'è la chat denominata "Terza posizione", nome che richiama l'omonima formazione eversiva degli anni '70 e accessibile, secondo chi indaga, a un centinaio di utenti. Nello spazio virtuale, secondo quanto emerso, circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste. Tra questi, anche Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019 e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania. Tra gli elementi portati alla luce dagli inquirenti figura anche la "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo. 

Il "manifesto" del gruppo

 Il 19enne avrebbe, inoltre, creato un canale parallelo chiamato "Centro Studi Terza Posizione" e redatto, con altri indagati, un documento in cinque punti dal titolo "Manifesto della Terza Posizione", con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l'accusa, la propaganda online puntava anche a spingere il gruppo ad agire nel "mondo reale", organizzando sul territorio "squadroni d'azione rivoluzionaria" e invocando aggressioni, mai però concretamente realizzate.

Perquisizioni in nove regioni

 I controlli hanno riguardato giovani residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo. In un altro intervento a Pescara è stato invece controllato un 22enne che sui social network avrebbe mostrato armi da fuoco autodefinendosi responsabile locale di un altro gruppo chiamato "Nuova Italia". Nel corso delle attività sono stati sequestrati telefoni e computer, materiale di propaganda, diverse armi bianche e, in un caso, materiali ritenuti compatibili con la fabbricazione di esplosivi.

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