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Arrestata la moglie del legale dei Regeni in Egitto, protesta la mamma di Giulio

La donna annuncia lʼimmediato sciopero della fame per chiedere il rilascio di Amal Fathy, fermata con lʼaccusa di terrorismo

Un'altra tegola colpisce la famiglia Regeni: al Cairo viene arrestata Amal Fathy, moglie di Mohamed Lotfy, direttore esecutivo di una ong, la Commissione egizia per i diritti e le libertà, che assiste la famiglia del ricercatore ucciso nella battaglia per la verità. E la madre di Giulio, Paola, comincia uno sciopero della fame in segno di protesta.

La richiesta è che la donna venga rilasciata immediatamente. Ad attuare lo sciopero della fame sarà Paola Regeni, che si alternerà in una sorta di "staffetta" con Alessandra Ballerini, legale della famiglia. "In quanto donne - scrivono la Regeni e la Ballerini in una nota -, siamo particolarmente turbate e inquiete" per il protrarsi della detenzione di Amal.

La Regeni e la Ballerini ribadiscono dunque che "nessuno deve più pagare per la nostra legittima richiesta di verità sulla scomparsa, le torture e l'uccisione di Giulio". Una iniziativa per la quale Paola e la legale chiedono il sostegno di tutti: "Vi chiediamo di digiunare con noi, fino a quando Amal non sarà finalmente libera. Noi siamo la loro speranza".

Ha fatto loro eco Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali, chiedendo di "sapere dal premier Gentiloni e dal ministro degli Esteri Alfano quali iniziative ufficiali abbia assunto in queste ore l'Italia affinché venga restituita la libertà" ad Amal, auspicando "un po' di coraggio civile".

Le tante scarne informazioni che giungono dall'Egitto hanno formato un puzzle secondo il quale la moglie del consulente legale della famiglia Regeni sarebbe stata fermata dalla Sicurezza egiziana probabilmente per uno sfogo postato su Facebook. Parole che potrebbero essere interpretate come un appoggio al terrorismo. Da quest'altra parte del Mediterraneo, però, il provvedimento della Sicurezza tradirebbe un certo nervosismo perché ci si starebbe avvicinando a scoprire i responsabili del bestiale omicidio del ricercatore di Fiumicello.

"Se questo accade vuol dire che siamo molto vicini alla verità", ha detto due giorni fa la signora Regeni. L'inquietudine è fondata: "Amal è stata accusata di terrorismo, un'imputazione che in Egitto può portare all'ergastolo e alla pena di morte", ha riferito la signora Regeni parlando a un incontro al Salone del libro di Torino. Per la Efcr è la "settima volta" che "patisce intimidazioni e persecuzioni" da parte della Sicurezza.

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