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Andrea, abbandonato dalla mamma a otto anni: i nonni lo vogliono con loro

Boom di richieste di adozione nel comune di Carmagnola, ma spetterà al tribunale dei minori decidere se il piccolo potrà tornare con i genitori del papà: "Gli vogliamo bene, non lo abbiamo mai lasciato"

Le richieste di adozione non si sono fatte attendere: la storia del piccolo Andrea, il bimbo di otto anni abbandonato dalla mamma, ha scosso tutti, sopratutto il comune di Carmagnola, dove è stato trovato vagare in strada. E tra tutte, anche quella dei nonni che vorrebbero riaverlo a casa: "Con noi stava bene, aveva anche iniziato ad andare a scuola".

Vivono in una cascina acquistata da poco, e con la madre di Andrea hanno tagliato quasi tutti i ponti. Ma al nipote vogliono un gran bene, dicono, e sono pronti a farlo crescere. La mamma di Andrea si era presentata da loro poco prima di Natale: "Voleva che trascorresse con lei le vacanze, ma poi non ce lo ha più riportato”, hanno spiegato proprio per spiegare che loro non lo hanno mai abbandonato. Spetterà al tribunale dei minori decidere che cosa fare, ma intanto gli investigatori stanno cercando di ricostruire la vita del piccolo prima che il bambino di otto anni fosse trovato abbandonato lungo la provinciale 128.

La mamma è stata denunciata per abbandono di minori, quando gli agenti della municipale l’hanno rintracciata, si è rifiutata di riprenderlo con sé; stessa cosa per il padre di Andrea, che non risulta neppure sul suo atto di nascita. Gli investigatori stanno cercando di rintracciarlo e nel frattempo hanno contattato i parenti del bambino per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e gli anni trascorsi in giro per l’Italia. Il "bimbo-fantasma" è nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, poi avrebbe vissuto a Napoli e infine è arrivato a Chieri, dove non risultano denunce di abbandono scolastico.

I nonni paterni sostengono che il bimbo, almeno nei mesi in cui ha abitato assieme a loro, avrebbe frequentato regolarmente le lezioni, ma secondo gli agenti che lo hanno soccorso non era neppure in grado di scrivere il suo nome. Le suore della casa protetta di Torino, dove è stato inserito dalla Procura, lo ricoprono di attenzioni e tentano di fargli dimenticare gli ultimi mesi difficili della sua giovane vita. Prima a Chieri, dove ha abitato con la "mamma buona", la nonna paterna, in una casa popolare. Poi a Carmagnola, quando la madre "vera" si è trasferita in una cascina diroccata assieme al suo nuovo compagno prima di rifiutarlo ancora. Idealmente la comunità del Torinese ha già adottato il bimbo: in tanti hanno chiesto come poter dare una mano, decine e decine le richieste di adozione. Ma sono i giudici che dovranno valutare se c’è, prima di tutto, la possibilità che il bambino torni con i suoni nonni.

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