DOMANDE & RISPOSTE

Allarme bomba, perché basta una sola mail per far scattare i protocolli d'emergenza: il principio della "massima precauzione" e i 5 punti

Perché non si può ignorare una mail, quali sono le 5 fasi d'emergenza e cosa rischia chi invia i messaggi: domande e risposte dopo i sei casi nel Milanese

06 Ago 2026 - 11:20
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Basta un biglietto minatorio anonimo o un messaggio composto di frasi sconnesse e minacce non meglio precisate per far evacuare edifici pieni di centinaia di persone? La risposta è sì. Lo si è visto nel pomeriggio del 5 agosto in provincia di Milano, dove sei centri commerciali sono stati sgomberati dopo aver ricevuto una mail con minacce di far esplodere bombe per "provocare il maggior numero di vittime". Il testo terroristico si è poi rivelato completamente senza riscontri. Allora perché far scattare gli allarmi? E cosa rischia chi invia questi messaggi minatori?

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Perché basta una mail?

 Di fronte a un messaggio di minaccia, il principio fondamentale è quello della "massima precauzione". In poche parole, ogni minaccia è da trattare come reale finché non viene dimostrato che il pericolo è inesistente. Negli ultimi anni le segnalazioni di ordigni esplosivi, spesso anonime e inviate tramite e-mail, social network o telefonate, sono aumentate in molti Paesi. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di falsi allarmi, ma la statistica e i numeri - o il modo e il mezzo tramite cui il messaggio terroristico viene comunicato - non intaccano in nessun modo la potenziale pericolosità. E anche quando la probabilità che la minaccia sia falsa appare quasi una certezza, il costo di una mancata verifica potrebbe essere estremamente elevato in termini di vite umane.

È necessario per forza evacuare?

 Trattandosi di minacce per lo più vaghe, almeno per quanto riguarda dove il terrorista dovrebbe colpire, la reazione più rapida e vasta per evitare un massacro è sgomberare tutti gli ambienti ritenuti a rischio. Attendere l'intervento delle forze specializzati che, nel caso della mail, verifichino l'autenticità del mittente o traccino il mittente tramite l'IP del messaggio elettronico non è un'opzione. Si perderebbe troppo tempo, che è vitale in situazioni di rischio potenzialmente elevato. 

Chi prende la decisione di svuotare gli edifici a rischio?

 La decisione dipende da chi è il destinatario del testo minatorio. Nel caso dei centri commerciali lombardi, sono state le direzioni delle strutture a leggere la email e reagire ordinando lo sgombero di tutti gli ambienti. Anche per loro vale il principio della massima precauzione: non possono assumersi il rischio di ignorare la segnalazione.

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L'intervento delle forze dell'ordine al centro commerciale Le Cupole, a San Giuliano Milanese

Cosa prevedono i protocolli di sicurezza?

 Quando una struttura ad alto afflusso di pubblico riceve un allarme bomba, si attiva una procedura standard suddivisa in fasi precise:

  • Fase 1 - notifica immediata: Chi riceve il messaggio minatorio attiva il Piano di emergenza ed evacuazione (Pee). E immediatamente effettua la chiamata d'emergenza alle forze dell'ordine e ai Vigili del Fuoco, oltre che avvisare i responsabili della sicurezza della struttura.
  • Fase 2 - evacuazione precauzionale: Attraverso il sistema Evac di diffusori acustici e altoparlanti, nell'edificio viene diffuso un messaggio audio per chiedere l'evacuazione ordinata della struttura. Il personale della sicurezza ha il compito di incanalare il pubblico versi i punti di raccolta esterni, mantenendo la situazione sempre sotto controllo. Anche per questo motivo, si evita di comunicare alle persone presenti che si tratta di un allarme bomba.
  • Fase 3 - cinturazione della zona: Le forze dell'ordine e la Polizia Locale transennano l'area esterna bloccando gli accessi ai parcheggi e agli ingressi.
  • Fase 4 - bonifica: Sul posto - come accaduto in Lombardia - intervengono le unità cinofile e gli artificieri, che setacciano metro per metro il centro commerciale alla ricerca di esplosivo. Al contempo, si tenta di stringere la ricerca visualizzando impianti di videosorveglianza alla ricerca di possibili indizi.
  • Fase 5 - cessato allarme: Dopo che l'esito dei controlli è risultato completamente negativo, gli artificieri e l'autorità di pubblica sicurezza danno il via libera per consentire al personale e ai clienti di rientrare.

Cosa rischia chi invia la mail minatoria falsa?

 Inviare un falso allarme bomba rientra nelle casistiche del reato di procurato allarme presso l'autorità, punito ai sensi dell'art. 658 del Codice Penale. Secondo quanto stabilito, "chiunque - annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti - suscita allarme presso l'autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516". Oltre alle sanzioni penali e al carcere, il responsabile rischia di dover risarcire ingenti danni economici per l'interruzione di pubblico servizio, l'impiego dei mezzi di soccorso e i mancati incassi delle attività commerciali evacuate.

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