Alessandro Di Battista "è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica". Lo fa sapere in una nota l'associazione "Schierarsi" dell'ex grillino, il cui presidente Luca Di Giuseppe, è a L'Avana accanto a Di Battista. Intanto, l'attivista, ricoverato da sabato in una stanza dell'ospedale "Hermanos Ameijeiras", dove è stato trasportato dopo un primo ricovero in gravi condizioni a Santa Clara, in seguito a forti dolori alla testa, bazzica i social e riposta le sue battaglie storiche. Secondo quanto filtra da Cuba, non si sarebbe conclusa ancora la valutazione medica sulla sua trasportabilità.
La nota di "Schierarsi"
Nella nota, "Schierarsi" "ringrazia tutti coloro che, in questi giorni molto complessi, hanno fatto sentire il loro amore, la loro vicinanza ed espresso sincera solidarietà e sostegno al nostro Alessandro Di Battista e invita a non dare rilevanza né a divulgare qualsiasi forma di notizia non confermata dalla sua famiglia. Intende, inoltre, esprimere gratitudine al presidente Luca Di Giuseppe che, dopo essersi adoperato per supportare Alessandro nelle prime ore, è immediatamente partito per Cuba e adesso è con lui a L'Avana. Ci teniamo a far sapere a tutti che Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica. Tutta la comunità di Schierarsi aspetta al più presto aggiornamenti sulla salute di Alessandro ed è pronta per fare tutto quel che serve per lui e la sua famiglia".
Anche la comunità del M5s è in grande apprensione, con Giuseppe Conte in contatto costante sia con la Farnesina, sia con la famiglia dell'ex deputato e il suo entourage. E il Movimento è tra le realtà a essersi offerte per supportare un rientro in Italia. Intanto, nella serata di lunedì, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che la Farnesina sta lavorando per il rientro di Di Battista: "Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di farlo rientrare e stiamo lavorando per quello", ha detto.
Le spese per il rientro
Per quanto riguarda le spese per il rientro in Italia, Di Battista, come riporta nell'edizione odierna il Corriere della Sera, avrebbe detto (con "cortesia e gratitudine", sottolinea il quotidiano) che non è necessario il volo di Stato perché è assicurato. Se le spese fossero superiori a quanto previsto dalla polizza, aggiunge il Corriere "se ne farebbero carico Il Fatto quotidiano, per il quale Di Battista era al lavoro su un reportage da Cuba, e il M5s. Il quotidiano ha già ricevuto offerte e donazioni di italiani facoltosi che vogliono restare anonimi. Per ulteriori eventuali altre risorse si attiverebbe una colletta promossa, insieme, dal giornale e dal Movimento".
