lo stretto

Al corteo "No ponte" a Messina: "Siamo 15 mila" | Salvini: "Nuova gara è dire no a un'opera che servirà a tutti"

Schlein: "Meloni e Salvini vi dovete fermare, progetto sbagliato sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale sia da quello sociale". Ma per il vicepremier l'obiettivo è "aprire i cantieri nel 2026"

29 Nov 2025 - 18:24

Gli organizzatori della manifestazione contro il ponte, a Messina, con lo slogan "Lo stretto non si tocca" gioiscono per il record di partecipazione, "siamo 15 mila" dicono, sotto una pioggia battente, ma il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini dall'altra parte dello Stretto in video collegamento con un convegno a Reggio Calabria, dice: "Rifare un'altra gara significa dire di no al ponte che serve a tutti. L'obiettivo è aprire i cantieri nel 2026". E ancora: "Il ponte serve ai siciliani, agli avvocati, ai medici, agli studenti, ai turisti, agli agricoltori, oltre che alla Difesa. Io sono convinto che supereremo le perplessità che la Corte di Conti ci ha sottolineato e invece di partire come avrei desiderato entro novembre, dicembre di quest'anno con i cantieri, vorrà dire che partiremo nel 2026". Si è detto d'accordo col leader della Lega il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La manifestazione "No ponte"

  I no ponte, ringalluzziti dalla lettura delle motivazioni dello stop della Corte di conti al progetto, hanno attraversato Messina con un lungo corteo partito da piazza Castronovo in una protesta tenuta insieme da 100 organizzazioni, un record: 5 comitati No ponte, 47 associazioni ambientaliste, 36 tra associazioni e movimenti, 7 organizzazioni politiche, 5 organizzazioni sindacali. A Messina, la segretaria del Pd Elly Schlein dal palco per il comizio finale ha detto: "Sono qui per supportare l'azione dei comitati per il no al ponte perché questo blocco è una vittoria vostra, dei vostri argomenti che pazientemente avete portato avanti. Noi vi siamo al fianco insieme alle altre forze di opposizione presenti. Ma il messaggio per Meloni e Salvini è molto chiaro, dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: vi dovete fermare e vi dovete scusare per la vergogna di aver buttato 13 miliardi sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano. Prima di tutto per i siciliani e i calabresi. Quante cose si potevano fare con quei 13 miliardi invece della propaganda fallimentare di questo governo".

E Angelo Bonelli, portavoce di Europa verde ha ribadito: "Voglio dire a Giorgia Meloni e Matteo Salvini: se pensate di andare avanti nonostante il diniego della Corte dei conti noi costruiremo un muro di legalità. Secondo Matteo Salvini il modello del ponte sullo Stretto si dovrebbe esportare. Io propongo di esportare Salvini". L'ex sindaco di Messina, e leader no ponte della prima ora, Renato Accorinti, dal centro del corteo ha detto che il ponte "è un'opera inutile e devastante. Lo Stretto di Messina "è una zona sacra a protezione speciale. Non si può toccare.  "Non è vero che col ponte c'è sviluppo. - ha aggiunto - La Calabria è già legata all'Italia e all'Europa ed è la regione più povera d'Europa. Il Giappone è un complesso di isole non collegato con la terra ferma ed è la quarta economia del mondo. Non dobbiamo farci prendere in giro. E se la Sinistra andrà al governo noi saremo ancora più duri nel pretendere i diritti per i siciliani". "Conte e Landini dove sono? - ha concluso - Dovevano essere qui. In una battaglia come questa devono stare uniti". Oltre agli esponenti locali dei sindacati e del M5s per la Cgil alla manifestazione era presente il segretario confederale Luigi Giove, mentre per il M5s c'era la senatrice Barbara Floridia.