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Tragedia Rigopiano, risate al telefono unʼora prima della valanga: "Cʼè da liberare la spa? Andiamo a fare il bagno"

Telefonata shock tra un dipendente dellʼAnas e il responsabile del settore viabilità. Inascoltato lʼappello del consigliere regionale di Fi, Lorenzo Sospiri: "La gente sta morendo, non vi rendete conto"

"E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la Spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno". Sono le parole pronunciate al telefono dal dipendente dell'Anas, Carmine Ricca, alle 15.35 del 18 gennaio 2017, poco più di un'ora prima che una valanga travolgesse l'Hotel Rigopiano di Farindola. Ricca parla con il responsabile del settore viabilità della Provincia, Paolo D'Incecco, che ride della battuta del suo interlocutore.

Anche Ricca, si legge nell'informativa della Squadra Mobile di Pescara inviata alla Procura di Pescara, ride e aggiunge: "Cioè, ho capito che dobbiamo arrivare fin lì, però insomma è una bella tirata, lo sai meglio di me". I due stanno parlando della possibilità di distaccare una turbina, che ritengono stia operando nel circondario di Penne e incidentalmente fanno dei riferimenti alla situazione dell'Hotel Rigopiano. D'Incecco chiede: "quanto tempo... oggi pomeriggio non si può fare niente?". Ricca risponde che "mo', penso... eh... penso no". D'Incecco a quel punto chiede se se ne parli per la mattina seguente e il dipendente dell'Anas conferma che "sì, almeno domattina, anche perché quello con la turbina fino a mo' ha faticato...".

Il disperato appello: "La gente sta morendo, non vi rendete conto" - "La gente sta morendo e voi non vi rendete conto". Questa una delle intercettazioni contenute nell' informativa del nucleo ecologico dei carabinieri di Pescara, rientrata nelle carte dell'inchiesta dell'hotel Rigopiano. A parlare è il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, a colloquio con Claudio Ruffini, all'epoca segretario del presidente della regione, Luciano D'Alfonso. Ruffini e D'Alfonso non sono indagati per Rigopiano, ma solo citati in queste conversazioni raccolte nell'ambito un' altra inchiesta sugli appalti della Regione.

Dello stesso tenore della frase di Sospiri, quella di Giuseppina Manente, ufficio stampa della Provincia di Teramo, territorio in piena emergenza in quei giorni. "Qui conteremo i morti x carenza di soccorsi, forse non vi state rendendo conto", scrive in un sms inviato alle 21,45 a Ruffini, delegato da D'Alfonso per seguire tutte le operazioni. Ruolo evidenziato nero su bianco nell'informativa: "Deve essere rimarcato che il presidente Luciano D'Alfonso aveva delegato Claudio Ruffini alla gestione dei mezzi spazzaneve e delle cosiddette 'turbine'".

L'informativa, ricostruisce le conversazioni avvenute a livello di dirigenza regionale nelle giornate del 17 e 18 gennaio, fino alle prime ore del 19 gennaio. La data di stesura della relazione è del 7 febbraio, 20 giorni dopo la tragedia.

Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, alle 15.01 del 18 gennaio chiama Ruffini "che non risponde e né richiamerà", rileva l'informativa che nelle considerazioni finali rileva: "Nessun commento è necessario ad evidenziare ulteriormente come Ruffini non abbia né risposto né richiamato il sindaco di Farindola quando questi aveva tentato di contattarlo ben prima della terribile nota slavina".

Di Marco (presidente Provincia Pescara): "E' di mia competenza" - "Io la preoccupazione mia è che quello è un lavoro che è di mia competenza, tutto qua". Così il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, alle 19.56 del 18 gennaio, poco dopo avere appreso con certezza la notizia della valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano. Di Marco, attualmente indagato nell'inchiesta sul disastro dell'albergo, in quel momento si trova insieme al segretario della Provincia, Antonello Langiu e i due conversano telefonicamente con il responsabile del settore viabilità della provincia, Paolo D'Incecco, che si trova a casa per problemi di salute. Langiu mette a conoscenza D'Incecco di quanto accaduto all'Hotel Rigopiano. D'Incecco cade dalle nuvole. Poi interviene Di Marco. "Tra l'altro la turbina che avevamo concordato che andava su a Farindola non è mai andata a Farindola e non ho capito cosa ha cambiato di programma l'Anas, e sta andando a Villa Celiera dove anche lì è crollata una casa con due anziani - commenta Di Marco - Ma la cosa terribile è questa cosa di Rigopiano perché là ci sono dodici persone, si è salvato soltanto quello che ha dato la notizia".

D'Alfonso (presidente regione Abruzzo): "Faccio cacciare il capo dell'Anas Abruzzo" - "Marasco si è rivenduto come un buon risultato la turbina di Celano...io domani lo faccio cacciare Marasco...per i traffici che stabilisce sul piano relazionale, lui non deve parlare con nessuno..mo' ti faccio vedere che gli faccio...chiamalo sto coglione e vedi dove sta la turbina". Così il presidente della regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, si rivolge in una telefonata a Claudio Ruffini, all'epoca dei fatti suo segretario, in una delle concitate fasi dell'emergenza neve e maltempo, citando il capo compartimento Anas Abruzzo, Antonio Marasco. Sono le 21.25 del 18 gennaio. La notizia della valanga sull'hotel Rigopiano era già rimbalzata sulla stampa. Sia D'Alfonso che Ruffini non sono indagati ma solo citati nella sequenza delle trascrizioni.

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