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Hotel Rigopiano, sei i morti: 23 persone risultano ancora disperse

Due delle vittime sono la madre e il padre del piccolo Edoardo Di Carlo. Quattro le persone estratte vive nella notte tra venerdì e sabato, per un totale di undici superstiti. La Procura: "Ferita per lʼAbruzzo"

Hotel Rigopiano, sei i morti: 23 persone risultano ancora disperse

Si continua disperatamente a cercare sotto le macerie dell'Hotel Rigopiano, sul Gran Sasso. Sono 23 i dispersi. Le ultime persone estratte vive sono quelle recuperate nella notte tra venerdì e sabato. Sono quindi 11 i superstiti: due uomini rifugiati in auto, 5 persone recuperate venerdì in giornata e 4 nella notte. Le vittime finora accertate sono sei. L'ultima identificata sarebbe Faye Dame, 22 anni, originario del Senegal, lavapiatti dell'albergo.

I sopravvissuti - Ai due sopravvissuti recuperati all'alba di giovedì - il cuoco Giampiero Parente e il "tuttofare" dell'hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di venerdì, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo; entrambi rimasti orfani (i genitori di Samuel sono ancora dispersi).

Nella notte tra venerdì e sabato sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini - Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti - e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. "Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie - ha detto il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo - stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve".

Le vittime accertate - Il bilancio ufficiale delle vittime è salito a sei: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D'Angelo, si sono aggiunti quelli estratti nella notte dai soccorritori: Nadia Acconciamessa e Sebastiano Di Carlo, genitori del piccolo Edoardo, che si è salvato, e Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), che era in vacanza con il marito, di cui non si hanno ancora notizie. Nel tardo pomeriggio è stato trovato il cadavere della sesta vittima: si tratterebbe di Faye Dame, 22 anni, originario del Senegal, lavapiatti dell'hotel. All'appello, infine, secondo quanto reso noto dalla prefettura di Pescara mancherebbero 23 persone, tutte disperse.

Il viceministro Bubbico: "Ricerche continuano senza sosta" - "Continuiamo a lavorare con grande determinazione, grande forza, grande professionalità e con ogni mezzo per trovare le persone che sono lì sotto", ha detto il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, sottolineando che tutti i soccorritori "continuano a coltivare la speranza, così come abbiamo fatto quando c'era chi pensava che non ci fosse nessuna speranza. La cosa fondamentale è continuare a scavare".

Soccorritori lavorano in condizioni estreme - Bisogna "muoversi con molta cautela, perché pericoloso anche per noi". Così affermano i soccorritori, da 1.200 metri d'altezza, che stanno lavorando in condizioni estreme: la neve si alterna alla pioggia, rendendo ancora più pesante quell'enorme blob di neve, detriti e alberi sradicati che ha sommerso l'hotel. Il rischio valanghe inoltre è salito a 4 su una scala di cinque, "rischio forte", e non è affatto escluso che l'intera slavina possa rimettersi in movimento. Per questo, chiunque arrivi per lavorare deve indossare l'Arva - lo strumento che consente di essere localizzati sotto le valanghe - e deve registrarsi prima di entrare nell'area di ricerca.

Pm: "E' una ferita grande per l'Abruzzo" - "E' una ferita grande per l'Abruzzo, questi sono morti nostri". Lo ha detto il sostituto procuratore di Pescara Cristina Tedeschini, che con il collega Andrea Papalia sta coordinando le indagini sulla valanga di Rigopiano. "In queste ore stiamo verificando la grande collaborazione di tutte le istituzioni per arrivare a capire cosa sia successo", ha detto la Tedeschini.

Turbina e Unimog rotti, la Provincia non ha i soldi per riparli - Dai documenti raccolti dai carabinieri nella sede della Provincia di Pescara è emerso che c'era solo una turbina, comprata nel 1988, a disposizione dell'Ente. Il mezzo che però è al centro dell'inchiesta della Procura è un Unimog, cioè un camioncino polivalente che d'estate taglia l'erba e d'inverno spazza la neve. Questo Unimog, acquistato nel 2000, risulta anch'esso rotto dal 7 gennaio: un danno forse tra i 10 e 25mila euro, soldi che la Provincia non sa dove reperire, alla luce anche delle vicende relative alla riforma Delrio che di fatto impediscono un bilancio triennale.

Comune di Farindola querela Charlie Hebdo - Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ha deciso di querelare il settimanale francese Charlie Hebdo per la pubblicazione della vignetta satirica sulla tragedia dell'hotel Rigopiano in cui si vede la morte cavalcare la valanga con gli sci. Una decisione in linea con la decisione presa nei mesi scorsi a seguito del terremoto di Amatrice (Rieti), oggetto di un'altra illustrazione della rivista d'oltralpe.

Tra i soccorritori anche 10 migranti volontari - Ci sono anche 10 migranti africani rifugiati o richiedenti asilo, volontari della Croce Rossa Italiana (Cri), alla base operativa dei soccorsi di Penne, in provincia di Pescara. Almeno due di loro saranno destinati al campo avanzato dei soccorritori dell'hotel Rigopiano, con compiti logistici.

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