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"La Settima Porta": il mistero dei volatili che prendono fuoco in cielo

Eʼ accaduto in Nevada nel 2013. A causarlo però non sono stati né i militari dellʼArea 51 né gli alieni, ma una invenzione di Archimede

Quando si parla dello stato statunitense del Nevada, la mente corre subito alla misteriosa "Area 51", ai suoi segreti e agli alieni. Ma il caso analizzato a "La Settima Porta" ha una spiegazione ben più scientifica e meno fantasiosa.
Nel 2013 un fotografo ha documentato una improvvisa moria di uccelli: interi stormi, di colpo, prendevano fuoco mentre volavano e i corpi dei volatili precipitavano al suolo crepitando tra le fiamme con le piume quasi fuse.
Per anni gli scienziati, giunti da ogni parte del globo, si sono interrogati sulle cause di questo fenomeno apparentemente inspiegabile: che fosse imputabile a correnti di aria calda dalla temperatura inimmaginabile? A un'arma segreta testata dai militari nella vicina Area 51? Oppure a un fenomeno elettromagnetico ancora sconosciuto, magari causato dagli UFO?
Niente di tutto questo: il colpevole non è un alieno ma il terrestre Archimede, il più grande matematico e fisico di tutti i tempi.
Sua, infatti, l'invenzione degli "specchi ustori", utilizzati in chiave bellica nel passato per incendiare le navi dei nemici grazie alla potenza del sole (il principio è lo stesso che permette ai bambini di incendiare i giocattoli con la lente di ingrandimento o anche con quella di un paio d'occhiali) e riletti oggi in modo naturalistico per produrre energia pulita.
Vicino al luogo in cui i volatili prendevano fuoco, si trova infatti una centrale elettrica che ricava l'energia da 300mila pannelli fotovoltaici che riflettono i caldi raggi del sole. Il risultato è un "laser" letale in grado di incenerire qualunque cosa venga intercettata, stormi inclusi.