Situazione critica

Frana a Niscemi, "fondi agli sfollati fino a 900 euro mensili" | Decine gli immobili inagibili

Ciciliano impegnato nel sopralluogo aereo con il presidente della Regione: "Le case integre sull'orlo della frana non potranno più essere popolate"

27 Gen 2026 - 17:11
 © Ansa

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Per gli sfollati della frana di Niscemi, Caltanissetta, sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. Secondo l'Ansa, la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell'ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell'Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo.

Dopo il sopralluogo aereo nelle zone colpite dalla frana a Niscemi, la situazione appare ancora più drammatica. Il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano che ha sorvolato il territorio insieme al presidente della regione siciliana, Renato Schifani, ha sentenziato: "L'intera collina sta crollando sulla piana di Gela".

Decine di immobili inagibili

  La frana, che resta ancora attiva, ha reso inagibili decine di immobili, imponendo la creazione di una zona rossa che arriva a 150 metri dall'inizio della "nicchia di distacco", cioè dalla zona asfaltata non crollata. "La situazione è particolarmente complessa - ha aggiunto Ciciliano - dopo un primo sopralluogo bisogna essere onesti: anche le case integre sull'orlo della frana non potranno più essere popolate. Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva". 

Il geologo: "La frana è destinata ad avanzare"

 Secondo gli esperti "la frana di Niscemi è destinata ad avanzare e l'assetto verticale della parete non può resistere a causa del terreno sabbioso".

Tecnicamente il problema è dato dall'angolo di resistenza. Nella letteratura scientifica, "i terreni sabbiosi, come quelli di Niscemi, hanno un angolo di resistenza al taglio di 35 gradi" - spiega Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, la Società italiana di geologia ambientale. Attualmente la parete terrosa alla cui sommità c'è una striscia di case in bilico sul precipizio, "presenta un angolo di 85 gradi e questo significa che la frana è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio. L'angolo della parete non può resistere all'attuale inclinazione".

Nel frattempo aumenta il numero degli sfollati, che fino a pochi giorni fa vivevano nella zona dove è franato il costone. Le persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione sono al momento più di 1.500.

Le parole degli sfollati

 "Vivo a poca distanza dal fronte della frana da oltre cinquant'anni. Sono un invalido al 100% - racconta un cittadino - mi dicono che la mia casa è in una zona a rischio. Fortunatamente, ho familiari che mi ospitano ma non può andare avanti per sempre. Ho una compagna che mi supporta ma le mie condizioni non mi permettono troppi sforzi. La casa è il frutto di anni di sacrifici. La zona dove vivo è una delle più frequentate e belle della città e ora cosa ne sarà?".

"Anche io e la mia famiglia viviamo nella zona rossa, in largo Canalicchio - dice un altro sfollato- ora, non sappiamo cosa fare. Siamo ospiti da amici ma si tratta solo di pochi giorni. La casa è stata costruita con i sacrifici dei nostri padri e nostri, che abbiamo sempre lavorato nelle campagne. Ogni centesimo è stato dedicato alla casa. Perché dopo la frana del 1997 non si è fatto qualcosa di più sul piano della prevenzione? Forse, tutto questo si poteva evitare. C'è tanta amarezza". 

Coldiretti: "La situazione degli agricoltori è drammatica"

 A preoccupare c'è ovviamente anche la filiera dell'agricoltura: la Coldiretti parla di una situazione drammatica.

"La situazione degli agricoltori di Niscemi peggiora di giorno in giorno. La frana costringe a percorsi lunghi e tortuosi facendo lievitare i costi" - spiega Coldiretti che in queste ore ha proposto al sindaco un aiuto con trattori o altri mezzi agricoli per contribuire attivamente, dove possibile, a liberare le strade. È stata anche offerta la sede dell'associazione per ogni necessità. "Per andare in azienda - sottolinea Coldiretti - gli agricoltori sono costretti a percorrere 60, 70 chilometri in più. Gli ortaggi raccolti poi devono essere portati nei magazzini per poter essere inviati e questo comporta ulteriori aggravi". 

A Niscemi 29 anni fa una frana nella stessa area

 Il 12 ottobre 1997 a Niscemi ci fu una frana nella stessa area a seguito della quale 400 persone dovettero lasciare la loro casa. Anche nel '97, come nei giorni scorsi, la frana fu preceduta da maltempo e pioggia. E probabilmente le condizioni meteorologiche non saranno state diverse nel 1790, quando nei quartieri Sante Croci e Canalicchio, sempre gli stessi, la terra si aprì e nei bevai l'acqua smise di scorrere, come riportano le cronache del tempo a opera di una comunità di frati.

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