VAL DI SUSA

Guanti colorati per dividersi i compiti: la strategia dei No Tav

L'assalto al cantiere di Chiomonte"è stato realizzato con tecniche paramilitari. C'erano pure i "soccorsi"

di Elena Tambini
29 Lug 2026 - 14:19
01:26 
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Una marea scura ha invaso e devastato sabato 25 luglio il cantiere dell'Alta Velocità a Chiomonte, in Val di Susa. Cappucci neri, passamontagna, occhiali e anche maschere da sub. Difficile identificare i volti del "Blocco nero". Ma c'era un unico e impercettibile tocco di colore: i guanti. E non è un caso. Neri, bianchi, rossi o blu. Servivano agli incappucciati per riconoscersi tra loro.

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Squadre diverse, colori diversi

 Come in un gioco di guerra, ogni colore identificava una diversa squadra che si alternava negli assalti. Prima avanzavano i rossi che tagliavano la rete del cantiere, poi entravano in campo i blu consentendo ai compagni di arretrare e prendere fiato. Nessun altro elemento poteva distinguerli. Anche le marche di scarpe e i tatuaggi erano coperti dal nastro adesivo.

Assalto con tecniche paramilitari (e c'era pure un fotografo)

 Un assalto organizzato nei dettagli con tecniche paramilitari. Per comunicare usavano gesti della mano, per chiamarsi nomi in codice, e ogni partecipante aveva un compito ben preciso. C'era chi si occupava dei lacrimogeni della polizia e li buttava in un grosso contenitore con la scritta "spegnitore", chi lanciava sassi e bottiglie. A supporto c'era anche il "soccorso sanitario": i crocerossini aspettavano nelle retrovie con zaino in spalla e spruzzini anti-lacrimogeni. E per immortalare i momenti della guerriglia, c'era anche il loro fotografo, pronto a scattare per celebrare l'impresa sui social.