Agenti aggrediti a Torino, "non è tentato omicidio"
Dovrà rispondere di lesioni a pubblico ufficiale e rapina in concorso, Angelo Simionato, arrestato in flagranza differita perché riconosciuto come uno dei componenti del gruppo che ha assaltato Alessandro Calista
di Simone CerranoLo hanno isolato, accerchiato, colpito a calci e pugni, preso persino a martellate. Ma per la Procura di Torino questo non basta perché nell’assalto ad Alessandro Calista, poliziotto in servizio al Reparto Mobile di Padova brutalmente aggredito sabato durante la manifestazione pro Askatasuna, possa configurarsi il reato di tentato omicidio, imputazione che aveva evocato il premier Giorgia Meloni domenica mattina dopo aver fatto visita all’agente ricoverato all’Ospedale Molinette. Dopo i gravi fatti di violenza di sabato i magistrati torinesi hanno invece formalizzato l’apertura di un fascicolo d'inchiesta per devastazione. Al momento si tratta di una ipotesi di reato a carico di ignoti. Dovrà rispondere di lesioni a pubblico ufficiale e rapina in concorso, Angelo Simionato, il 22enne della provincia di Grosseto arrestato in flagranza differita perché riconosciuto come uno dei componenti del gruppo che ha assaltato Calista a cui sono stati anche sottratti il casco, lo scudo e la maschera anti gas. Simionato non avrebbe colpito l’agente ma avrebbe sostenuto attivamente gli aggressori. Gli altri due arrestati sono entrambi torinesi: Pietro Desideri e Matteo Campaner, 31 e 35 anni. Sono accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Al momento sono 24 i denunciati a piede libero. La maggior parte sono italiani, ma ci sono anche inglesi e francesi. Il più giovane ha 19 anni, il più anziano 48. Nell’elenco ci sono anche quattro donne. Gli inquirenti stanno visionando centinaia di video, alcuni girati anche dai negozianti e dai cittadini, per individuare i 1.500 antagonisti che sabato per due ore hanno dato vita agli scontri con le forze dell’ordine.
