Era intervenuto per difendere un amico da una rapina, ma è stato aggredito e colpito alla testa con un cacciavite. La brutale aggressione non gli ha lasciato scampo: Mohammed Amdi, 20 anni, cittadino di origini nordafricane, è morto dopo otto giorni di agonia al policlinico Umberto I di Roma.
La vicenda
L'aggressione è avvenuta la sera del 18 luglio alla stazione Palmiro Togliatti, a Roma. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, la vittima si trovava in stazione quando ha visto un suo conoscente nel mirino di un rapinatore, che gli intimava di consegnare soldi e telefonino. Mohammed, senza esitazioni, è intervenuto per proteggere l'amico ma è diventato lui stesso bersaglio dell'aggressore. L'uomo, un cittadino di origini gambiane, lo avrebbe colpito ripetutamente alla testa con un cacciavite. Anche se Mohammed era a terra ferito, l'aggressore lo ha preso a calci e infine lo ha derubato del portafoglio. L'aggressione è avvenuta all'interno della stazione ferroviaria alla periferia della Capitale, vicino alle scale che conducono al sottopasso.
L'accusa
L'aggressore era stato rintracciato e arrestato dalla polizia nei giorni successivi, grazie alle telecamere di videosorveglianza e, soprattutto, alla testimonianza del sopravvissuto. Nei giorni scorsi, il gip aveva disposto la custodia cautelare in carcere con l'accusa di tentato omicidio. La morte di Mohammed cambia ora il quadro dell'inchiesta: il cittadino gambiano rischia l'accusa di omicidio.
