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"Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non il perdono". È iniziata con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, il 20enne reo confesso, l'udienza del processo a Napoli per l'omicidio della sua ex fidanzata Martina Carbonaro avvenuto nel maggio dello scorso anno.
Confronto a distanza
Il giovane, visibilmente commosso, ha pronunciato queste parole davanti alla mamma della vittima, Enza Cossentino, che però ha ricambiato con uno sguardo severo e scuotendo ripetutamente il capo attraverso uno dei monitor presenti nell'aula 116 del tribunale. Com'è noto, infatti, dopo le intemperanze tra le due famiglie avvenute in occasione della prima udienza, Tucci può essere presente al processo solo in videoconferenza.
"Devi morire per amore"
Il ragazzo è poi tornato su un suo messaggio - "devi morire per amore" - inviato alla ragazza e fatto ascoltare in una precedente udienza del processo: "Non intendevo qualcosa di brutto - ha detto - Intendevo solamente dire: come sto soffrendo io, devi soffrire anche tu. Però non intendevo cose assurde"
Pronto a pagare
Il 20enne chiede scusa, ma non assoluzioni "perché non perdono me stesso di questa brutta cosa". Tucci ha ribadito di voler continuare a chiedere scusa alla famiglia, ma di non aver ancora capito cosa sia successo quel giorno: "Per me è un incubo, non c'è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa stia facendo là fuori, ma lei non c'è più". Poi ancora si dice pronto a pagare il prezzo del proprio gesto: "Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all'ultimo. Non se lo meritava, adesso mi importa solo di lei che non c'è più, purtroppo è andata così".
