dopo le minacce via social

Morte Fakir, assegnata la scorta al sindaco di Bologna Lepore

La protezione sarà attivata nei prossimi giorni dopo le minacce arrivate via social al primo cittadino. Attenzione massima sul corteo in programma nel quartiere Pilastro

26 Lug 2026 - 10:44
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La Prefettura di Bologna ha deciso di assegnare la scorta al sindaco del capoluogo emiliano Matteo Lepore in seguito alle minacce comparse sui social nei giorni scorsi in seguito alla morte di Fakir. Lo riportano alcuni quotidiani, tra cui Il Corriere della Sera e La Repubblica. La protezione, secondo quanto scrivono i giornali, dovrebbe attivarsi nei prossimi giorni. Intanto, attenzione massima sul corteo in memoria di Fakir, in programma per domenica alle 18 nel quartiere Pilastro.

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Le minacce al sindaco Lepore

 "Ti vogliamo come Fakir", questo il tono di alcuni dei messaggi che sono arrivati sui profili social del sindaco Matteo Lepore dopo la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia al Pilastro, e la manifestazione a piazza Nettuno indetta dallo stesso primo cittadino con la famiglia del 42enne. "Per caso ha la scorta o non se lo fila nessuno? Così gli troviamo degli agenti su misura per lui", avevano scritto altri utenti contro Lepore.

Si tratta solo di una parte della scia d'odio sui social che ha travolto il sindaco di Bologna, dopo la notte di guerriglia in pieno centro, tra lunedì e martedì, seguita alla manifestazione per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir. Insulti, ma soprattutto minacce, che hanno spinto il primo cittadino a presentare querela in Questura per tutelarsi. Tra i messaggi rivolti a Lepore anche alcuni inviati privatamente e, in un caso, con l'indirizzo di una casa del primo cittadino. Una decina quelli finiti nella querela-denuncia.

Il nuovo presidio al Pilastro

 Mentre è massima in città, anche da parte delle forze dell'ordine, l'attenzione per il presidio chiamato da collettivi e comitati per domenica alle 18 al Pilastro, a una settimana dalla morte del 42enne. Al momento non ci sono elementi che facciano ritenere concreto un rischio di particolari criticità o disordini, ma per il presidio dell'ordine pubblico sarà schierato un numero congruo di agenti, soprattutto dopo i disordini di lunedì notte. E' previsto anche l'impiego della Digos e dei reparti mobili e, come di consueto, ci saranno rinforzi da fuori regione. Dalla questura, tuttavia, precisano che si tratta di una modalità operativa ordinaria e non legata a uno specifico allarme.

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