E' arrivata nella serata dell'8 settembre in condizioni disperate al Buzzi, l'ospedale dei bambini di Milano, dopo che al pronto soccorso di Rho le avevano somministrato alcune cure per un gran mal di pancia e forte nausea. Sembrava uno dei casi come tanti ma, invece, si è trasformato in una tragedia: la piccola, che non ha mai mostrato problemi di salute, ha smesso di respirare. Aveva appena due anni. Aperto un fascicolo per omicidio colposo.
La tragedia
La piccola era stata trasferita a Milano dopo le 23 per un improvviso aggravarsi della situazione. Il medico di famiglia del comune dell'hinterland dove viveva con i suoi genitori aveva indicato, per via dei quei forti dolori addominali, l'ospedale più vicino dove è stata immediatamente portata ed è stata presa in carico dai pediatri per gli accertamenti diagnostici e la terapia con flebo.
Ma con il passare delle ore la situazione è precipitata fino a un primo arresto cardiaco. Dopo essere stata stabilizzata è stata trasferita d'urgenza al Buzzi di Milano: nonostante gli innumerevoli tentativi di salvarle la vita, la piccola non ce l'ha fatta. Ai medici non è rimasto che constatare la morte.
Le indagini
Una vicenda che ha colpito tutti nell'ospedale milanese che fa capo alla Asst Fatenebefratelli-Sacco. La direzione, come è prassi in casi del genere, ha sporto immediatamente denuncia alla magistratura, affinché faccia luce sulle cause del decesso. Perciò in queste ore sarà aperto un fascicolo per omicidio colposo.
La pm di turno, Rosaria Stagnaro, che coordina le indagini con l'aggiunto Roberto Piscitello, non appena avrà a disposizione la documentazione clinica con una iniziale ricostruzione di quel che è accaduto, con l'indicazione della diagnosi, delle terapia prescritta e delle analisi a cui è stata sottoposta, procederà con le iscrizioni - a garanzia - dei medici che si sono occupati della piccola. Dopo di che sarà disposta l'autopsia a cui potranno partecipare, con i loro consulenti, gli indagati e la famiglia della piccina.
Sulla vicenda sono intervenute anche la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia e l'Ats (l'ex Asl) Città Metropolitana di Milano che ha disposto la costituzione di una Commissione di verifica sul protocollo adottato per appurare se siano state o meno corrette. "Si tratta di un evento estremamente doloroso - dichiara l'assessore regionale Guido Bertolaso - di fronte al quale esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia. Abbiamo chiesto che la vicenda venga approfondita in ogni suo aspetto e che siano verificate con attenzione le procedure adottate e il percorso seguito dalla bambina. Come doveroso in casi come questo, abbiamo inoltre immediatamente trasmesso notifica alla Procura della Repubblica".
