Un incendio è scoppiato sabato 7 novembre nella palazzina uffici della Centrale nucleare Enrico Fermi di Trino, in provincia di Vercelli, senza causare danni alle persone o all'ambiente. La Sogin - società dello Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi - ha sottolineato che l'incendio "non ha coinvolto in alcun modo la zona controllata della centrale" per cui "non esiste alcun rischio di natura radiologica connesso all'evento".
Ancora ignote le cause
"L'incendio - ha spiegato Sogin - è stato tempestivamente rilevato e sono state immediatamente attivate le procedure previste per l'emergenza. Gli uffici erano chiusi, pertanto non era presente personale". Sono in corso le verifiche finalizzate a ricostruire le cause dell'incendio da parte degli ispettori dell'Isin, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. L'azienda ha ribadito anche che "le attività di dismissione della centrale proseguiranno regolarmente. In attesa del ripristino della piena funzionalità dei locali interessati, le attività saranno svolte usando altri ambienti, senza impatti sulla continuità delle operazioni".
La storia della centrale
La centrale nucleare Enrico Fermi di Trino è stata la prima grande iniziativa industriale italiana nel settore elettronucleare. La sua costruzione è avvenuta tra il 1961 e il 1964 sulla sponda sinistra del fiume Po nel Vercellese, con un reattore di tipo PWR (acqua pressurizzata) fornito dalla statunitense Westinghouse. Entrò in esercizio nel 1965 e quasi subito passò all'Enel. L'attività dell'impianto viene interrotta in seguito al referendum sul nucleare del novembre 1987 e nel 1990 la centrale viene definitivamente disattivata. Successivamente la sua gestione è passata alla Sogin.
