Con rito abbreviato

Genova, picchia i figli perché disturbata mentre era al cellulare: madre a processo

La donna è stata scoperta dal marito, che ha fatto installare delle telecamere di sorveglianza dopo i primi sospetti

25 Feb 2026 - 16:39
 © Ansa

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Verrà processata con rito abbreviato la mamma di 31 anni accusata di avere preso a calci e schiaffi i propri figli, di uno e tre anni, per averla disturbata mentre era al cellulare, chiedendole attenzioni per mangiare, andare in bagno o semplicemente per una carezza. La donna, difesa dall'avvocata Francesca Solporini, è accusata di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Il processo sui fatti avvenuti la scorsa estate inizierà il 5 marzo.

A settembre la giudice delle indagini preliminari, Carla Pastorini, aveva disposto l'allontanamento dalla casa e il divieto di avvicinamento ai bambini, imponendo anche l'uso del braccialetto elettronico per poterne controllare eventuali trasgressioni. A denunciare la donna era stato il marito: la pm Silvia Saracino aveva attivato immediatamente il codice rosso e in pochissimi giorni aveva chiesto e ottenuto la misura, eseguita dagli agenti della squadra mobile. L'uomo aveva raccontato di avere notato un comportamento aggressivo della donna nei confronti dei piccoli e anche dei lividi sul corpo di entrambi, che la moglie aveva sempre giustificato dicendo che erano dovuti a cadute. Non convinto dal racconto, il marito aveva fatto installare delle telecamere in casa con la scusa di prevenire i furti.

Il sistema di videosorveglianza aveva registrato le botte che la trentunenne aveva dato ai due bimbi: il più grande era stato colpito alla testa con un telecomando, una volta schiaffeggiato e un'altra preso a calci mentre era a terra. La piccola, di appena un anno, era stata presa a schiaffi in testa. Il tutto sempre perché la disturbavano mentre era al cellulare. "È emerso un comportamento continuato di violenza gratuita, immotivata - aveva scritto la giudice nell'ordinanza - realizzata da una madre nei confronti dei figli in tenerissima età. Comportamento che, viste le modalità e la ripetitività, espressione di una intolleranza della donna verso i figli, rappresentano una grave, reiterata, immotivata violenza persecutoria verso i bimbi".

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