Monitoraggio al Sacco

Ebola, in ospedale a Milano due persone rientrate dall'Uganda con febbre

Si tratta di una donna di 33 anni e un uomo di 31, entrambi cooperanti. Anche i familiari sono sottoposti a sorveglianza

25 Mag 2026 - 16:09
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Il Ministero della Salute ha attivato il monitoraggio sanitario su due persone che sono rientrati dall'Uganda con la febbre e che sono attualmente ricoverati all'ospedale Sacco di Milano. I familiari dei due ricoverati sono stati sottoposti a sorveglianza e monitoraggio.

Ebola, in ospedale a Milano due persone rientrate dall'Uganda: sono cooperanti

  Le due persone rientrate dall'Uganda sono due cooperanti: una donna di 33 anni e un uomo di 31. Il protocollo sanitario è stato attivato a Lurate Caccivio e a Bulgarograsso, i due paesi del Comasco dai quali provengono i due casi sospetti, tornati in Italia dopo una permanenza di tre mesi nel Paese africano. 

Le condizioni della donna sarebbero più gravi tanto da non escludere il trasferimento in terapia intensiva, avrebbe anche una problematica cerebrale. La situazione del 31enne è meno grave.

"Pensiamo sia malaria" ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ma poiché la zona dell'Uganda dove si trovavano i due cooperanti non è lontana dalla Repubblica democratica del Congo, dove è in corso un'emergenza Ebola, sono scattate le procedure previste. Gli esiti delle analisi infettivologiche saranno resi noti già in serata. 

Sono all'ospedale Sacco

Le due persone con sintomatologia febbrile, comunica il dicastero in una nota, sono state trasferite presso il Sacco, struttura dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e di gestione delle malattie infettive ad alto rischio, dove saranno eseguiti gli accertamenti diagnostici previsti dai protocolli nazionali e internazionali. Le altre persone appartenenti ai nuclei familiari coinvolti sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia, che si è subito attivata.

Il ministero: "In Italia rischio molto basso"

 Il rischio Ebola in Italia "resta molto basso" afferma il ministero della Salute sottolineando che "il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive è pienamente operativo e tutte le procedure previste per la gestione di eventuali casi sospetti risultano attivate". Il ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell'evoluzione del quadro epidemiologico e degli esiti diagnostici in corso. Inoltre monitora costantemente l'evolversi della situazione relativa al virus Ebola in stretto raccordo con le Regioni, l'Istituto Superiore di Sanità, le strutture ospedaliere di riferimento, le autorità sanitarie nazionali e tutti gli enti coinvolti.

La riunione della commissione europea

 Proprio nella giornata di domenica 24 maggio il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute ha partecipato alla riunione dell'HSC-Health Security Committee della Commissione europea e ha organizzato un punto di coordinamento nazionale dedicato alla situazione Ebola, con la partecipazione dei rappresentanti dei Ministeri degli Affari Esteri, della Difesa e dell'Interno, dell'Unità di Crisi, dell'Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Superiore di Sanità, del Coordinamento interregionale prevenzione, dell'Istituto Spallanzani, dell'Ospedale Sacco di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia.

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