Esplosione Messina © Vigili del Fuoco
"Fino all'ultimo ho pensato di morire". Queste le parole di Davide Lambiate, 26 anni, uno dei tre feriti sopravvissuti al crollo di un palazzo a Messina, avvenuto giovedì 30 luglio durante il suo terzo giorno di lavoro come commesso nel bazar cinese che si trovava all'interno dello stabile.
Il pensiero alla collega dispersa
Il giovane ha riportato un trauma cranico minore e diverse contusioni. Dal letto dell'ospedale con il Tgr Sicilia, Lambiate ricorda cosa è accaduto in quei drammatici momenti e pensa alla collega, Alessandra Frazzica, che lavorava con lui nel bazar e che figura ancora tra le persone disperse. "Quando ho visto che finalmente era arrivato qualcuno - ricorda - ho gridato 'c'è anche una mia collega là sotto'. Qualcuno mi ha sentito, alcuni erano ancora spaesati, perché non capivano che cosa fosse successo. Non potrò mai dimenticare quello che è accaduto, ci penserò sempre". Il 26enne si sente salvo per miracolo: "Fino all'ultimo ho pensato di morire, anche perché ho respirato pure la polvere, non stavo respirando aria in quel momento".
Le ricerche proseguono
Degli altri feriti, operai che lavoravano al piano terra, uno è stato dimesso, mentre il secondo è in attesa di intervento chirurgico per una frattura al naso. Intanto proseguono le ricerche dei dispersi, che con ogni probabilità si trovano ancora sotto le macerie. Al momento sono 70 i vigili del fuoco (tra Usar, cinofili, droni, conduttori di mezzi movimento terra, Nbcr) impegnati nelle operazioni: complessivamente mancano all'appello ancora sei persone.
