Brescia, mancano autisti di bus: dalla Tunisia ne arrivano 28, avranno anche un alloggio a prezzo calmierato | Ma dovranno imparare l'italiano
Previsto un contratto stabile e uno stipendio superiore a quello percepito nel Paese d'origine. I sindacati parlano però di "misura tampone" che non risolve il problema dei "bassi stipendi"
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A Brescia la mancanza di autisti di bus era ormai diventata cronica. Per questo motivo, Brescia Mobilità - la società che gestisce il trasporto pubblico urbano della città ed è controllata dal Comune - ha scelto di guardare oltre i confini italiani, avviando una campagna di selezione in Tunisia. Per "attirare" lavoratori disposti a trasferirsi in Italia, ha offerto loro alcune garanzie concrete: un contratto stabile, uno stipendio superiore a quello percepito nel Paese d'origine e una sistemazione abitativa. Ventotto le persone selezionate, pronte a raggiungere Brescia e cambiare vita: una parte sarà destinata alla guida dei bus, l'altra alla manutenzione dei mezzi. A dare la notizia è il Corriere Brescia.
Dovranno però studiare l'italiano
Prima di poter salire sui mezzi e prendere servizio, i 28 selezionati dovranno però prima completare un percorso di formazione che comprende lo studio intensivo della lingua italiana, la conversione delle patenti ottenute in Tunisia e il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente (Cqc), un documento abilitativo obbligatorio che si aggiunge alla patente di guida per chi svolge professionalmente l'attività di autotrasporto di persone o cose.
L'abitazione a prezzo calmierato
Brescia Mobilità, come detto, metterà a disposizione dei 28 nuovi assunti una sistemazione abitativa, ossia alcuni alloggi che l'azienda ha recuperato e reso nuovamente utilizzabili. Si tratta di appartamenti di proprietà Aler che si trovavano in condizioni di inagibilità e che sono stati sistemati proprio per ospitare i nuovi dipendenti.
La soluzione punta a risolvere uno dei principali ostacoli per chi decide di trasferirsi a Brescia per lavorare: il costo degli affitti, particolarmente elevato. I 28 assunti saranno così sistemati in diverse zone della città, tra Casazza, Borgo Trento e Sanpolino. Per loro previsto un prezzo calmierato: 300 euro una stanza singola, 200 euro per una doppia (spese comprese). È circa la metà di quanto si trova sul mercato libero, specifica il Corriere Brescia.
I sindacati parlano tuttavia di "misura tampone" che non risolve, a loro giudizio, il problema vero, ossia "i bassi stipendi rispetto al carico di lavoro richiesto".
