Dramma sfiorato

Aldo Montano ricoverato per shock anafilattico a Roma: "La mia vita appesa a un filo"

L'ex schermidore vittima di una grave reazione allergica durante una cena in un ristorante

04 Lug 2026 - 12:06
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 © Da Instagram

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La cena, la reazione allergica, la corsa disperata in ospedale. Attimi di grande paura per Aldo Montano, l'ex schermidore livornese, ricoverato all'ospedale Santo Spirito di Roma dopo aver cenato in un ristorante della Capitale.

L'allergia alla caseina

 È accaduto nella sera di venerdì 3 luglio. A raccontare i momenti concitati è direttamente l'oro olimpico di Atene 2004 in lungo post sul proprio profilo Instagram, nel quale ripercorre il dramma sfiorato a causa dell'assunzione accidentale di caseina, prodotto al quale Montano è allergico: "Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale".

"Avevo comunicato la mia condizione"

 Eppure è successo di nuovo, dice Montano. Durante una cena in un ristorante di Roma, "dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita", aggiunge l'ex atleta, che specifica di aver allertato il personale del ristorante della propria condizione prima dell'ordinazione: "Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto".

L'appello di Montano

 La corsa a perdifiato verso l'ospedale Santo Spirito ha letteralmente salvato la vita allo schermidore. Che poi, sempre dai propri social, ha voluto lanciare un accorato appello diretto non solo all'opinione pubblica, ma anche agli operatori del settore alimentare: "Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore"

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Il ringraziamento agli "angeli"

 Infine il grazie a chi, quella vita appesa a un filo, è riuscito a salvarla con professionalità e sangue freddo: "Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero dott.ssa Roberta dott.ssa Annalisa e Tiziano del pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito e al mio driver coraggioso Gian Marco D'Esubio"

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