Nel maxi blitz dei carabinieri nei boschi in provincia di Milano, Como e Varese, da quanto si è saputo a ora, sono stati fermati in otto: sei trovati in un appartamento a Limido, nel Comasco, due nel Milanese. I militari, intervenuti con vari reparti, tra i quali il Gis e i Cacciatori di Sicilia, erano soprattutto alla ricerca di armi che servivano agli spacciatori per il controllo del territorio. Individuata anche un'arma simile, un fucile mitragliatore AK47, a quella che era entrata in azione a Parabiago nel Milanese dove c'era stato un conflitto a fuoco tra gruppi di spacciatori. L'arma sequestrata in un bosco nel milanese è infatti un kalashnikov ma ne sarebbero state trovate altre, oltre a droga.
Il blitz è stato deciso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano contro lo spaccio, in particolare hashish e cocaina, sfociato in passato in sparatorie, tentati omicidi e sequestri di persona tra fazioni di pusher, in particolare marocchini.
Alcuni dei fermati sono accusati di aver partecipato a una spedizione a Villapia di Parabiago il 15 ottobre scorso durante la quale "un gruppo composto da 10 soggetti, di cui almeno quattro armati di fucili d'assalto Kalashnikov- AK47" esplose "19 cartucce del calibro 7,62" contro un gruppo rivale per ottenere il controllo del territorio. Lo si legge nel decreto di fermo emesso dal pm antimafia di Milano Paolo Storari. L'azione, nella piazza di spaccio nota come "Ristorante il Pioppeto", serviva ad assumere il controllo della piazza, scacciando la fazione rivale.
Fondamentali per identificare il "commando" le immagini delle telecamere di sorveglianza private installate nel bosco di Parabiago. Altre telecamere hanno evidenziato "una straordinaria ed ininterrotta continuità della modalità esecutive del sodalizio tra le giornate del 31 ottobre e del 4 novembre 2026". In una sequenza delle immagini a Pogliano Milanese si vede un indagato che scende da un'auto e apre il baule facendo uscire un altro armato.
