FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonneGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
DirettaCanale 51

Lavoro, Tribunale di Catania: valido il licenziamento su Whatsapp

Respinto il ricorso di una dipendente di unʼazienda lasciata a casa con un messaggio in chat. Per il giudice, "modalità idonea"

Lavoro, Tribunale di Catania: valido il licenziamento su Whatsapp

Un dipendente può essere licenziato anche via social network. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Catania che ha ritenuto che la fine del rapporto di lavoro "intimato su whatsapp" appaia "assolvere l'onere della forma scritta, trattandosi di un documento informatico". Con tanto di prova di avvenuta ricezione: l'impugnativa presentata dalla dipendente. Lo scrive il giudice del Lavoro Mario Fiorentino, rigettando il ricorso presentato da una lavoratrice di un'azienda che aveva ricevuto la notizia di venir lasciata a casa sulla chat di Whatsapp.

Secondo il giudice "la modalità utilizzata dal datore di lavoro nel caso di fattispecie appare idonea ad assolvere ai requisiti formali in esame, in quanto - si legge nell'ordinanza - la volontà di licenziare è stata comunicata per iscritto alla lavoratrice in maniera non equivoca, come del resto dimostra la reazione da subito manifesta dalla predetta parte". Per questo il Tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali