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Salvini a Napoli, molotov e scontri: 5 fermi | Attacco a De Magistris: "Non decide lui se posso venire, lo denuncio"

Sale la tensione in strada: i manifestanti hanno lanciato sassi e petardi contro gli agenti, i quali hanno risposto con lacrimogeni, idranti e cariche. Auto distrutte e gente terrorizzata

"E' scandaloso che un ex magistrato si permetta di decidere chi può venire a Napoli". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, al suo arrivo a Napoli per il contestatissimo comizio. E per i commenti degli ultimi giorni annuncia che De Magistris "verrà portato in tribunale dove, magari, un magistrato più equilibrato deciderà se può insultare". Sale intanto la tensione tra manifestanti e polizia, con scontri e lancio di molotov. Fermate cinque persone.

Napoli, proteste contro la visita di Matteo Salvini: scontri con la polizia

Scontri tra polizia e manifestanti - Alcuni manifestanti, con indosso passamontagna e caschi, hanno lanciato molotov e sassi contro la polizia in assetto anti sommossa. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e con diverse cariche. Una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrore tra la gente che sta cercando rifugio nei palazzi circostanti. Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare sono ridotte a un campo di battaglia, con i cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e riversi in strada.

Auto distrutte e gente terrorizzata - I commercianti hanno abbassato le saracinesche con la gente, terrorizzata, che chiedeva rifugio. Nell'area della protesta sono state distrutte automobili e sono stati divelti segnali stradali. Il corteo ha mostrato inoltre scritte contro la polizia e contro il fascismo. Il lancio di lacrimogeni e la densa coltre di fumo hanno reso l'aria irrespirabile nel quartiere di Fuorigrotta.

Poco prima, dal corteo, era partito un lancio di petardi contro gli agenti che presidiavano l'ingresso della Mostra d'Oltremare, teatro della convention del leader della Lega. La polizia ha reagito usando lacrimogeni e numerosi getti di idrante dai mezzi blindati. I manifestanti hanno cercato di forzare il blocco per consegnare il "foglio di via popolare" a Salvini, lanciando petardi contro gli uomini delle forze dell'ordine.

"Cori contro i napoletani? Era un'Italia diversa" - "Vent'anni fa quando ho preso la tessera della Lega, l'Italia era diversa. Ora invece il Paese deve vincere tutta insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o i Crocetta di turno". Il leader del Carroccio ha risposto così ai cronisti che gli chiedevano dei cori contro i napoletani. "Napoli era una capitale mondiale - ha affermato Salvini - prima che il centralismo romano negasse tutto e derubasse tutti e quindi penso che valorizzare quest'Italia, che è lunga e diversa, sia importante. Vent'anni fa avevamo in tasca la lira, non c'era l'Isis, l'immigrazione fuori controllo non c'era la legge Fornero".

Le proteste - Sono migliaia i cittadini partenopei scesi in piazza per protestare contro la visita del leader della Lega Nord. E' partito da piazza Sannazaro il corteo organizzato dalla rete di movimenti napoletani "Mai con Salvini". I manifestanti, armati di bandiere e striscioni, hanno inizialmente intonato cori contro le politiche "razziste e xenofobe" del numero uno del Carroccio. In strada tanti studenti e migranti e perfino una ruspa su cui gli attivisti hanno apposto un simbolico foglio di via "che vogliamo consegnare a Salvini".

I sostenitori di Salvini: "Crede nel Sud" - dall'altra parte della "barricata" ci sono i sostenitori di Salvini, giunti al Palacongressi della Mostra d'Oltremare di Napoli anche dalla Calabria, dalla Puglia e dalla Basilicata. Muniti di pass nominativi, per evitare infiltrazioni dei centri sociali, in tanti spiegano perché sostengono la Lega che, in passato, al Sud ha rivolto non poche critiche.

"Siamo contenti di esserci perché crediamo in Salvini", ha detto Domenico Furgiuele, coordinatore regionale di Noi con Salvini in Calabria. "Renzi e gli altri hanno tradito il Sud, mentre Salvini ha capito che senza il Sud l'Italia non può ripartire e noi siamo con lui". E, a chi gli chiede delle protesta che i napoletani hanno riservato a Salvini, i leghisti del Sud rispondono: "Siamo convinti che non tutti i napoletani la pensano così. Chi protesta è ancora legato alle vecchie logiche, quelle dei centri sociali e dello sfacelo".

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