Le ore precedenti il ricovero al Gemelli

Vittorio Sgarbi, la compagna Sabrina Colle: "Martedì andata tutto bene. Poi al risveglio la corsa in ospedale"

La partner del critico d'arte: "Il Gemelli luogo di dolore ma anche di speranza"

04 Ott 2026 - 10:50
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 Vittorio Sgarbi bacia la fidanzata Sabrina Colle nel giorno del suo 73esimo compleanno © Dal Web

 Vittorio Sgarbi bacia la fidanzata Sabrina Colle nel giorno del suo 73esimo compleanno © Dal Web

Restano stabili le condizioni di Vittorio Sgarbi, trasportato d'urgenza mercoledì 30 settembre al policlinico Gemelli di Roma a causa di una insufficienza respiratoria. Mentre per il critico d'arte ed ex sottosegretario alla Cultura proseguono le cure nel reperto di Terapia Intensiva, a parlare in queste ore è la compagna, Sabrina Colle, che sulle pagine del quotidiano Il Giornale, descrive le ore precedenti al ricovero, sottolineando come nelle ore di angoscia per le condizioni di salute del partner, l'ospedale sia sì un "luogo di dolore ma anche di speranza". 

Il suo racconto inizia proprio dal martedì precedente alla corsa al policlinico: "Andava tutto bene martedì", spiega sul quotidiano, "Ma al risveglio del giorno dopo, mi accorgo che Vittorio non respira bene. Non c’è tempo da perdere, si corre al Gemelli. Rimango sola nella sala d'attesa del Pronto Soccorso, fino a quando mi comunicano che potrò raggiungerlo nel Reparto di Rianimazione". 

La testimonianza di Sabrina Colle si concentra poi sull'ospedale. La compagna dell'ex Sottosegretario alla Cultura, racconta le sensazioni mentre percorre i corridoi del Gemelli: "Attraversare quelle corsie, proprio mentre sto vivendo uno dei momenti più difficili della mia vita, è stata un'esperienza profondamente toccante, che mi ha fatto comprendere con una chiarezza mai provata prima quanto la nostra esistenza sia fragile e preziosa", scrive su Il Giornale.

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"Ho potuto constatare personalmente", prosegue Colle, "quanto sia importante il modo in cui medici e infermieri si rivolgono ai pazienti e ai loro familiari. Una parola pronunciata con il tono giusto, un gesto di attenzione, uno sguardo comprensivo, possono instaurare immediatamente quel rapporto di fiducia che, nei momenti più difficili, ci fa sentire protetti e nelle mani giuste.

E che conforto vedere tanti meravigliosi giovani che, instancabili, spingono lettighe, chiamano ascensori, accompagnano i pazienti, trasportano apparecchiature, rispondono alle chiamate, danno indicazioni ai familiari disorientati e si fermano ad ascoltare chi ha bisogno di una parola di rassicurazione". "Quello che ho visto", conclude sabrina Colle su Il Giornale, "non ha cancellato la mia angoscia, ma mi aiuta a sopportarla". 

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